Audio tour 6_2 La chiesa di San Donato in Cremona_it
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I RESTI ANTROPOLOGICI
Nella chiesa sono stati messi in luce due ossari: uno grande, del tipo ad arca lungo il muro perimetrale sud (la cui realizzazione ha comportato l’asportazione di due silos presenti nella planimetria sopracitata) e uno nella zona nord-est a ridosso del muro presbiteriale, nello spazio occupato dagli scalini di accesso alla cripta realizzato quando ormai questo era, evidentemente, in disuso. Oltre agli ossari sono state identificate sepolture singole e multiple lungo i muri perimetrali, nel resto dell’aula e nell’area del sagrato dove sembra attestata anche la presenza di un pozzo. All’esterno del muro perimetrale sud è stata identificata un’area cimiteriale costituita da 14 avelli in laterizio coperti da lastre in arenaria. Lo studio dei resti umani è iniziato sul campo attraverso l'analisi del contesto sepolcrale, la cui stratigrafia è risultata piuttosto complessa; quasi tutte le sepolture sono state rimaneggiate per la rideposizione di nuove inumazioni o a seguito delle diverse fasi costruttive della chiesa. Tutti gli inumati si presentavano deposti con lo stesso orientamento ovest-est e con il corpo in posizione supina. Sono stati distinte deposizioni in semplice fossa scavata per terra, in fossa con pietre monolitiche a definirne il perimetro e in cassa lignea. L'intervento antropologico ha permesso di recuperare i resti scheletrici di ventiquattro individui in connessione anatomica e di indagare l'ossario della zona nord-est dell'aula; di questi, dodici sono stati analizzati in laboratorio, risultando appartenere a otto adulti (due maturi e un anziano) e quattro subadulti (due di circa 3-4 anni, uno tra i 7 mesi e l'anno di età e un feto probabilmente giunto a termine), tutti di sesso maschile. La media della statura è risultata di 1,65 m; gli individui avevano una costituzione fisica robusta e praticavano in modo abituale una intensa attività fisica che coinvolgeva le spalle e la schiena. Tra le patologie individuali è interessante un caso riconducibile ad una malattia infettiva di grave entità che coinvolge il midollo osseo, nota come osteomielite. L'analisi dei denti ha evidenziato la presenza di carie e tartaro e di ipoplasia dello smalto, che è indicatore di malnutrizione, con un tipo di usura non alimentare a solchi che potrebbe essere legata ad un'attività funzionale continuativa o all'abitudine di tenere qualche oggetto tra i denti.
- 1 La chiesa di San Donato in Cremona
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I RESTI ANTROPOLOGICI
Nella chiesa sono stati messi in luce due ossari: uno grande, del tipo ad arca lungo il muro perimetrale sud (la cui realizzazione ha comportato l’asportazione di due silos presenti nella planimetria sopracitata) e uno nella zona nord-est a ridosso del muro presbiteriale, nello spazio occupato dagli scalini di accesso alla cripta realizzato quando ormai questo era, evidentemente, in disuso. Oltre agli ossari sono state identificate sepolture singole e multiple lungo i muri perimetrali, nel resto dell’aula e nell’area del sagrato dove sembra attestata anche la presenza di un pozzo. All’esterno del muro perimetrale sud è stata identificata un’area cimiteriale costituita da 14 avelli in laterizio coperti da lastre in arenaria. Lo studio dei resti umani è iniziato sul campo attraverso l'analisi del contesto sepolcrale, la cui stratigrafia è risultata piuttosto complessa; quasi tutte le sepolture sono state rimaneggiate per la rideposizione di nuove inumazioni o a seguito delle diverse fasi costruttive della chiesa. Tutti gli inumati si presentavano deposti con lo stesso orientamento ovest-est e con il corpo in posizione supina. Sono stati distinte deposizioni in semplice fossa scavata per terra, in fossa con pietre monolitiche a definirne il perimetro e in cassa lignea. L'intervento antropologico ha permesso di recuperare i resti scheletrici di ventiquattro individui in connessione anatomica e di indagare l'ossario della zona nord-est dell'aula; di questi, dodici sono stati analizzati in laboratorio, risultando appartenere a otto adulti (due maturi e un anziano) e quattro subadulti (due di circa 3-4 anni, uno tra i 7 mesi e l'anno di età e un feto probabilmente giunto a termine), tutti di sesso maschile. La media della statura è risultata di 1,65 m; gli individui avevano una costituzione fisica robusta e praticavano in modo abituale una intensa attività fisica che coinvolgeva le spalle e la schiena. Tra le patologie individuali è interessante un caso riconducibile ad una malattia infettiva di grave entità che coinvolge il midollo osseo, nota come osteomielite. L'analisi dei denti ha evidenziato la presenza di carie e tartaro e di ipoplasia dello smalto, che è indicatore di malnutrizione, con un tipo di usura non alimentare a solchi che potrebbe essere legata ad un'attività funzionale continuativa o all'abitudine di tenere qualche oggetto tra i denti.
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