Valle di San Clemente
La Valle di San Clemente non identifica solo un territorio, ma un progetto di innovazione rurale, simboleggiato dall'Abbazia di Sant'Urbano.
mailchi.mp/41d374084acc/vallesanclementeA cavallo tra le province di Ancona e Macerata, la Valle di San Clemente si estende lungo il corso del torrente Esinante e attraversa i comuni di Serra San Quirico, Cupramontana, Apiro, Poggio S. Vicino fino alla località Isola del comune di San Severino, dov’è situata una piccola chiesa romanica, da cui la valle prende il nome. Tuttavia, la Valle di San Clemente NON IDENTIFICA UN SEMPLICE TERRITORIO, che si estende per 100/120 km2, dove protagonista è la terra, con le sue storie, le sue persone, i suoi tesori storici ed architettonici e la densità di eremi ed abbazie, nelle quali passò San Francesco per imbarcarsi verso la Terra Santa, MA IDENTIFICA UN VERO E PROPRIO PROGETTO DI INNOVAZIONE RURALE. Dal 2017, infatti, con un accordo pubblico-privato il comune di Apiro e l’impresa Loccioni, fanno squadra per delineare un modello di riferimento per la valorizzazione e rigenerazione di queste aree rurali, partendo proprio dai valori della terra, dalla tradizione agricola locale, dalla geologia, dalla specificità del suolo e del sottosuolo. L’agricoltura del futuro, la scienza dei dati, la robotica e i sistemi interconnessi, l’internet delle cose e il nuovo artigianato digitale, la sostenibilità e la qualità della vita, sono gli spunti di progetto con cui riportare lavoro e vitalità nella Valle di San Clemente.
Cuore della Vallata e simbolo del progetto è lo splendido complesso dell’Abbazia di Sant’Urbano, che, come in epoca benedettina, torna ad essere un nodo di rete di saperi e conoscenze, fulcro di una comunità locale ed internazionale.
AD OGGI L’ABBAZIA DI SANT’URBANO E’ SEMPRE APERTA E VISITABILE, grazie sia ad un sistema di videosorveglianza e illuminazione automatica sia alla presenza di un servizio di informazioni e visite guidate, situato a lato dell’Abbazia.
Inoltre, a beneficio della comunità locale e dei visitatori, è stata ripristinata la MESSA FESTIVA, che si celebra OGNI SABATO ALLE ORE 19.00 da Padre Elvyes, parroco di Domo, in virtù del fatto che l’edificio abbaziale è di proprietà del comune di Apiro, ma per la parte ecclesiastica fa parte della parrocchia di Domo.
Between the provinces of Ancona and Macerata, the San Clemente Valley extends along the river Esinante and crosses Serra San Quirico, Cupramontana, Apiro, Poggio S. Vicino up to the locality Isola, San Severino’s hamlet, where there is a small Romanesque church, from which the valley takes its name.
However, the San Clemente Valley DOES NOT IDENTIFY A SIMPLE TERRITORY, which extends for 100/120 km2, where the protagonist is the land, with its stories, its people, its historical and architectural treasures and the density of hermitages and abbeys , in which San Francesco passed to embark on the Holy Land, BUT IDENTIFIES A TRUE AND RURAL INNOVATION PROJECT. From 2017, in fact, with a public-private agreement, Apiro and the company Loccioni, team up to outline a model of reference for the enhancement and regeneration of these rural areas, starting from the values of the land, from the local agricultural tradition , from the geology, from the specificity of the soil and the subsoil. Agriculture of the future, data science, robotics and interconnected systems, Internet of Things and digital farming, sustainability and quality of life, are the drivers to bring work and vitality back to San Clemente Valley.
Heart of the Valley and symbol of the rural innovation project is the splendid complex of Saint'Urbano Abbey, which, as in the Benedictine era, returns to being a network of knowledge, the fulcrum of a local and international community.
TODAY SANT'URBANO ABBEY IS ALWAYS OPEN AND VISITABLE, thanks to a system of video surveillance and automatic lighting and thanks to an information service and guided tours, located next the Abbey.
Moreover, for the benefit of the local community and visitors, the MASS has been restored:it is celebrated EVERY SATURDAY at 7 pm, from Father Elvyes, Domo’s parson, for the fact that the abbey building is Apiro’s property, but the ecclesiastical part it is a competence of Domo’s parish.