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Tour audioCIVILTA' AGRICOLA CONTADINA

Seulement en Italien

2 Étapes du circuit

  1. Aperçu de l'audioguide
  2. Aperçu de l'audioguide

    In questo tour vi proponiamo un viaggio sensoriale nella Nicosia contadina, tra grotte masserie e insediamenti rupestri.

    Nicosia rappresenta l'estrema sintesi tra due Sicilie, quella dell'arte e della cultura, con la sua indiscutibile eleganza, e quella rurale con il suo fascino e con il suo carico di tradizioni. Non esiste alcuna contraddizione tra questi due elementi, che riescono non soltanto a convivere ma a completarsi vicendevolmente.

    L'aspetto più eccitante che colpisce l'immaginario di chi raggiunge questi luoghi, è la profondità del paesaggio, l'intensità dei suoi colori e quel particolare dialetto proveniente dal periodo in cui detennero il controllo della città i Normanni, che consentirono il popolamento di tutto il territorio da parte di coloni Lombardi, provenienti in particolare dal Monferrato, attirati in Sicilia dalla concessione di terre ed immunità. La loro presenza contribuì alla nascita del dialetto gallo‑italico che caratterizza il parlare e le caratteristiche somatiche, tipicamente nordiche, degli abitanti di Nicosia.

    L’economia del territorio è fondata da una secolare attività agricola e d’allevamento, e sulla sapiente lavorazione dei prodotti caseari, nonchè su un’importante, rara e prestigiosa, attività artigianale tramandata nel tempo dalla pregiata manualità dei maestri artigiani del luogo.

    All'indiscutibile fascino del suo centro storico, Nicosia unisce le bellezze delle sue fertili campagne che continuano ad ospitare parte consistente della popolazione del paese. Un tempo questa era abitudine consolidata, e i contadini raggiungevano il paese solo ed esclusivamente in occasione delle feste patronali. Il fiorire di una alta concentrazione della popolazione nelle campagne ha in realtà origine antica e si realizza concretamente con l'arrivo dei coloni “lombardi”, che stabiliscono dimora nelle campagne curandosi delle terre, attribuite loro dai Normanni o ricevute in mezzadria, enfiteusi o gabella dai feudi comunali ed ecclesiastici.

    L'affermarsi di questo stile di vita faceva nascere nelle contrade, dei territori limitrofi a Nicosia, veri e propri borghi costituiti da più masserie, alcuni dei quali meritano una visita per le suggestioni in grado di trasmettere e perché rappresentano un pezzo importante di storia. Il vero cuore dell'attività svolta è proprio la masseria, dimora del massaro e della sua famiglia. Essa ospita contadini e lavoranti nonchè le principali attività produttive della terra e le prime fasi della commercializzazione dei prodotti agricoli, della pastorizia ed artigianali ad essa connesse.

    Essendo l’attività agro‑pastorale la forma di economia più sviluppata del territorio, anche i nobili nicosiani si posero il problema di una propria dimora in campagna, anche solo per villeggiarvi. Sotto Carlo III e Bernardo Tanucci i ricchi possidenti edificarono le proprie ville, molte delle quali si concentrano sulla cosiddetta "collina dei baroni" che sorge a San Giovanni, mentre altre, prevalentemente liberty, sorgono in località San Giacomo. Il territorio è poi costellato di insediamenti rupestri come le case Salerno e Rossignolo rispettivamente in contrada Mercadante e Castagna. Di fascino indiscutibile il piccolo borgo feudale di Villadoro, oggi frazione di Nicosia, nel quale si celebra, nella Settimana Santa, una suggestiva Passione di Cristo. Questo tradizionale rivolgersi alla terra è oggi tutt'altro che sopito ed anzi più che mai colpisce la capacità dei contadini nicosiani di coniugare le antiche tradizioni del lavoro nei campi con le più moderne ed avanzate tecnologie. La realtà contadina nicosiana è forse unica tra le civiltà agresti, infatti il contadino con tutta la sua famiglia risiede nella "Masseria" per l'intero anno pur possedendo anche la casa in paese.

    Nicosia ha un dialetto tutto particolare: "Il gallo‑italico". Questo dialetto e ben radicato e ciò grazie ai contadini che in famiglia e nei rapporti con gli amici lo parlano così come ereditato. Il dialetto incontaminato dei contadini, i loro usi e costumi, le loro ricette e le loro feste, l'uso dei vocaboli non più attuali in città, l'arguzia nell'esprimersi a seconda dei casi, con modi di dire e proverbi, fa di ogni famiglia contadina un vero archivio da cui attingere quel sapere genuino che affonda le sue radici in secoli di storia.

    Questa audioguida è stata realizzata con il coordinamento di Salvo Burrafato, tesoriere e delegato alla comunicazione esterna dell'Ecomuseo "Petra D'Asgotto" di Nicosia e fa parte del progetto Sicilia Beni Culturali per izi.TRAVEL coordinato da Elisa Bonacini, Università di Catania.
    Le voci narranti sono di Laura Alberti, Maria Alberti, Fernando D'Amico e Jessica Fiscella, soci dell'Ecomuseo "Petra D'Asgotto"

  3. 1 MASSERIA ROSSIGNOLO
  4. 2 MASSERIA CASALOTTO -Pietralunga-
  5. 3 MUSEO DELLA CIVILTA' CONTADINA -Az. Agricola La Giusa-
  6. 4 VILLA LA GIUSA
  1. Aperçu de l'audioguide

    In questo tour vi proponiamo un viaggio sensoriale nella Nicosia contadina, tra grotte masserie e insediamenti rupestri.

    Nicosia rappresenta l'estrema sintesi tra due Sicilie, quella dell'arte e della cultura, con la sua indiscutibile eleganza, e quella rurale con il suo fascino e con il suo carico di tradizioni. Non esiste alcuna contraddizione tra questi due elementi, che riescono non soltanto a convivere ma a completarsi vicendevolmente.

    L'aspetto più eccitante che colpisce l'immaginario di chi raggiunge questi luoghi, è la profondità del paesaggio, l'intensità dei suoi colori e quel particolare dialetto proveniente dal periodo in cui detennero il controllo della città i Normanni, che consentirono il popolamento di tutto il territorio da parte di coloni Lombardi, provenienti in particolare dal Monferrato, attirati in Sicilia dalla concessione di terre ed immunità. La loro presenza contribuì alla nascita del dialetto gallo‑italico che caratterizza il parlare e le caratteristiche somatiche, tipicamente nordiche, degli abitanti di Nicosia.

    L’economia del territorio è fondata da una secolare attività agricola e d’allevamento, e sulla sapiente lavorazione dei prodotti caseari, nonchè su un’importante, rara e prestigiosa, attività artigianale tramandata nel tempo dalla pregiata manualità dei maestri artigiani del luogo.

    All'indiscutibile fascino del suo centro storico, Nicosia unisce le bellezze delle sue fertili campagne che continuano ad ospitare parte consistente della popolazione del paese. Un tempo questa era abitudine consolidata, e i contadini raggiungevano il paese solo ed esclusivamente in occasione delle feste patronali. Il fiorire di una alta concentrazione della popolazione nelle campagne ha in realtà origine antica e si realizza concretamente con l'arrivo dei coloni “lombardi”, che stabiliscono dimora nelle campagne curandosi delle terre, attribuite loro dai Normanni o ricevute in mezzadria, enfiteusi o gabella dai feudi comunali ed ecclesiastici.

    L'affermarsi di questo stile di vita faceva nascere nelle contrade, dei territori limitrofi a Nicosia, veri e propri borghi costituiti da più masserie, alcuni dei quali meritano una visita per le suggestioni in grado di trasmettere e perché rappresentano un pezzo importante di storia. Il vero cuore dell'attività svolta è proprio la masseria, dimora del massaro e della sua famiglia. Essa ospita contadini e lavoranti nonchè le principali attività produttive della terra e le prime fasi della commercializzazione dei prodotti agricoli, della pastorizia ed artigianali ad essa connesse.

    Essendo l’attività agro‑pastorale la forma di economia più sviluppata del territorio, anche i nobili nicosiani si posero il problema di una propria dimora in campagna, anche solo per villeggiarvi. Sotto Carlo III e Bernardo Tanucci i ricchi possidenti edificarono le proprie ville, molte delle quali si concentrano sulla cosiddetta "collina dei baroni" che sorge a San Giovanni, mentre altre, prevalentemente liberty, sorgono in località San Giacomo. Il territorio è poi costellato di insediamenti rupestri come le case Salerno e Rossignolo rispettivamente in contrada Mercadante e Castagna. Di fascino indiscutibile il piccolo borgo feudale di Villadoro, oggi frazione di Nicosia, nel quale si celebra, nella Settimana Santa, una suggestiva Passione di Cristo. Questo tradizionale rivolgersi alla terra è oggi tutt'altro che sopito ed anzi più che mai colpisce la capacità dei contadini nicosiani di coniugare le antiche tradizioni del lavoro nei campi con le più moderne ed avanzate tecnologie. La realtà contadina nicosiana è forse unica tra le civiltà agresti, infatti il contadino con tutta la sua famiglia risiede nella "Masseria" per l'intero anno pur possedendo anche la casa in paese.

    Nicosia ha un dialetto tutto particolare: "Il gallo‑italico". Questo dialetto e ben radicato e ciò grazie ai contadini che in famiglia e nei rapporti con gli amici lo parlano così come ereditato. Il dialetto incontaminato dei contadini, i loro usi e costumi, le loro ricette e le loro feste, l'uso dei vocaboli non più attuali in città, l'arguzia nell'esprimersi a seconda dei casi, con modi di dire e proverbi, fa di ogni famiglia contadina un vero archivio da cui attingere quel sapere genuino che affonda le sue radici in secoli di storia.

    Questa audioguida è stata realizzata con il coordinamento di Salvo Burrafato, tesoriere e delegato alla comunicazione esterna dell'Ecomuseo "Petra D'Asgotto" di Nicosia e fa parte del progetto Sicilia Beni Culturali per izi.TRAVEL coordinato da Elisa Bonacini, Università di Catania.
    Le voci narranti sono di Laura Alberti, Maria Alberti, Fernando D'Amico e Jessica Fiscella, soci dell'Ecomuseo "Petra D'Asgotto"

Commentaires

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  • Andrea

    5 out of 5 rating 11-22-2018

    eccellente