Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Villa Giulia nasce come residenza suburbana di Papa Giulio III. Una villa rinascimentale costruita fra il 1550 e il 1555 su progetto dei più grandi artisti dell'epoca: Jacopo Barozzi da Vignola ("architetto di S. Santità") e Bartolomeo Ammannati, con il contributo di Michelangelo Buonarroti e Giorgio Vasari, mentre l’apparato decorativo è affidato a Prospero Fontana supportato da un'équipe di artisti, tra cui Pietro Venale da Imola e il giovane Taddeo Zuccari.
Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia nacque nel 1889 per iniziativa di Felice Barnabei (1842-1922), archeologo e politico italiano, sulla base di un coerente progetto di esplorazione archeologica.
A fornire il primo nucleo delle collezioni del museo fu una serie di materiali rinvenuti a Falerii (l’odierna Civita Castellana), capoluogo dei Falisci. A queste si aggiunsero nel tempo quelle di altri centri dello stesso territorio (Corchiano, Narce, ecc.), materiali da abitati, santuari e necropoli del Lazio Meridionale (Gabii, Alatri, Satricum,, più tardi Palestrina), dell’Etruria (Cerveteri e in seguito Veio), dell’Umbria (Todi, Terni).
Pur mantenendo in larga misura le collezioni originarie, le nuove competenze territoriali e le grandi imprese di scavo realizzate nella prima metà del ‘900 – in particolare a Veio e Cerveteri – hanno sensibilmente mutato l’aspetto del museo, portandolo a diventare oggi il museo più rappresentativo della civiltà etrusca.
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