Storia della Collezione Numismatica
La Collezione Numismatica del Museo Civico di Catania proviene per la maggior parte dalla collezione del Museo dei Benedettini di San Nicolò l’Arena, e da altre più piccole collezioni donate da altri generosi benefattori.
Il Museo possiede oltre 2000 monete, dall’età bizantina sino al 19° secolo, delle quali alcuni esemplari sono esposti al secondo piano dello spazio museale.
Uno dei più diffusi sistemi monetari greci fu quello euboico-attico così chiamato perché usato nell’isola di Eubea e Atene.
Tra le ultime colonie della Sicilia greca a iniziare emissione di moneta fu la città fondata dai Calcidesi di Naxos nel 728 a.C.: Katane.
L’unità monetaria era denominata Dracma e i suoi multipli erano Didrammo, Tetradrammo e Decadrammo, mentre le sue frazioni erano gli oboli e l’emiobolo.
Caduta sotto il dominio del tiranno di Siracusa, Gerone, Catania venne rinominata Aitna (Etna) e - intorno il 470 a.C.- vennero coniate una serie di tetradrammi.
Successivamente Aitna battè una seconda serie di monete che fu considerata capolavoro dell’arte monetaria siceliota.
I Katanaioi poterono ritornare nella loro città dopo la caduta della tirannide siracusana ed emisero intorno al 420 a.C. monete firmate Euaìnetos, incisore della zecca siracusana.
Per quanto riguarda il periodo della dominazione bizantina che coincide con la riforma monetaria del 498 d.C., esso ridiede vita al disastrato sistema monetale del tardo impero romano, grazie all’opera dell’imperatore Anastasio. Vennero introdotti tre nuovi nominali in rame, i nummi, già usati nel tardo impero romano, ridotti di peso e dimensioni. Pochi anni dopo Anastasio ne raddoppiò il peso e ingrandì le dimensioni introducendone uno più piccolo denominato il Pentanummio.
Prima dell’invasione dei Longobardi, le monete bizantine stabilirono l’appartenenza dell’Isola all’impero d’Oriente. Era il 535 con l’arrivo della spedizione di Bellisario. Nel 582 fu aperta la zecca che emise i Decanummi datati con l’anno di regno di Maurizio Tiberio. Durante la dominazione di Eraclio la monetazione fu affiancata dai logori folles di Anastasio, Giustino I e Giustiniano.
Dopo la chiusura della zecca di Catania quella di Siracusa contromarcò* i folles utilizzati dello stesso Eraclio. Nel 641 vi fu un cambiamento basilare: quella di Siracusa rimase l’unica zecca della Sicilia e cominciò a battere monete d’oro. Dal 695 soltanto il folles subì una diminuizione di peso e un impoverimento tecnico e formale.
Nell’878, la conquista di Siracusa da parte dei musulmani pose fine alla monetazione bizantina in Sicilia.
*La contromarca è un contrassegno impresso su una moneta dopo la sua fabbricazione per modificarne il valore, per distinguerla dalle contraffazioni, per rimetterla in circolazione dopo una sospensione del corso, o per darle corso in un paese diverso da quello di origine.
LA MOSTRA è MOMENTANEAMENTE SOSPESA PER DARE SPAZIO ALLA MOSTRA "IL MONDO IN MANO: SEI SECOLI DI TAROCCHI E CARTE DA GIOCO IN SICILIA"
La voce narrante è di Giulia Pocina, classe 3DL del Liceo E. Boggio Lera di Catania (progetto Alternanza Scuola-Lavoro presso il Museo Civico Castello Ursino)
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