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Tur audioFaeto, terra francoprovenzale

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    L'origine  di Faeto  fa perno sull'editto di Carlo I d'Angiò dell' 8 luglio 1269. Secondo questa ipotesi, l'origine della nostra isola linguistica francoprovenzale prende il suo avvio esattamente dal gruppo di soldati mandati dal sovrano Angioino a presidiare il centro fortificato di Crepacore (collocato nella zona limitrofa alla chiesa di San Vito e corrispondente all'altura denominata in seguito "Castiglione"). Questi soldati, terminata la guerra, richiamarono le loro famiglie insediandosi definitivamente sul luogo. Verso il 1340 abbandonarono la zona portandosi nella località dove sorge ora Faeto dando così origine al nostro paese. A determinare questo abbandono di Crepacore e la scelta dei nuovi siti furono vari fattori. Sia il clima della zona rivelatosi non buono, che la constatazione dell'estrema pericolosità del posto (sono noti i tragici sviluppi della vicenda Angioina, con le divisioni e le lotte scoppiate, subito dopo la morte di Carlo I d'Angiò, fra i vari rami della sua Casa, e quindi è immaginabile lo stato della via Traiana con eserciti che salivano e scendevano tra il Sannio e la Puglia, seminando distruzione, terrore, insicurezze: l'essere collocati su quella strada da elemento positivo si era trasformato in elemento negativo, troppo rischioso). A tutto ciò si aggiunge l'offerta di sicurezza che potevano garantire i due Monasteri benedettini del SS. Salvatore e di Santa Maria, per l'insediamento più numeroso nella località dove sorge l'attuale centro di Faeto 

  3. 1 CHIESA SS. SALVATORE
  4. 2 MONUMENTO AI PROVENZALI
  5. 3 PAGLIAIO
  6. 4 FONTANA COMUNALE
  7. 5 PORTA DI BASSO
  8. 6 MUSEO
  9. 7 OROLOGIO COMUNALE
  10. 8 CROCE DI GIAROSETTA
  11. 9 BELVEDERE
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    L'origine  di Faeto  fa perno sull'editto di Carlo I d'Angiò dell' 8 luglio 1269. Secondo questa ipotesi, l'origine della nostra isola linguistica francoprovenzale prende il suo avvio esattamente dal gruppo di soldati mandati dal sovrano Angioino a presidiare il centro fortificato di Crepacore (collocato nella zona limitrofa alla chiesa di San Vito e corrispondente all'altura denominata in seguito "Castiglione"). Questi soldati, terminata la guerra, richiamarono le loro famiglie insediandosi definitivamente sul luogo. Verso il 1340 abbandonarono la zona portandosi nella località dove sorge ora Faeto dando così origine al nostro paese. A determinare questo abbandono di Crepacore e la scelta dei nuovi siti furono vari fattori. Sia il clima della zona rivelatosi non buono, che la constatazione dell'estrema pericolosità del posto (sono noti i tragici sviluppi della vicenda Angioina, con le divisioni e le lotte scoppiate, subito dopo la morte di Carlo I d'Angiò, fra i vari rami della sua Casa, e quindi è immaginabile lo stato della via Traiana con eserciti che salivano e scendevano tra il Sannio e la Puglia, seminando distruzione, terrore, insicurezze: l'essere collocati su quella strada da elemento positivo si era trasformato in elemento negativo, troppo rischioso). A tutto ciò si aggiunge l'offerta di sicurezza che potevano garantire i due Monasteri benedettini del SS. Salvatore e di Santa Maria, per l'insediamento più numeroso nella località dove sorge l'attuale centro di Faeto 

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