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Tur audioCampi Flegrei: i luoghi dell'acqua

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    “Una gita in mare fino a Pozzuoli, brevi e felici passeggiate in carrozza o a piedi attraverso il più prodigioso paese del mondo. Sotto il cielo più limpido il suolo più infido; macerie d'inconcepibile opulenza, smozzicate, sinistre (…)Ed eccoci così rimbalzati di continuo tra le manifestazioni della natura e quelle dei popoli.”

    Questa è la testimonianza del poeta Goethe, rimasto colpito dalla bellezza caratteristica dei Campi Flegrei. Egli seppe riconoscere nelle macerie una prova della forza di Roma, della sua potenza militare e delle capacità tecniche di cui disponeva. Riconobbe il perfetto connubio tra la forza della natura vulcanica e l’ingegno di quegli uomini che seppero da questi luoghi espandere la forza dell’impero, costruendo basi navali, terme, palazzi e porti.

    I romani collegarono i laghi vulcanici e i bacini naturali al mare, aprendo canali tra crateri colmi di acque dolci e salate. Essi convogliarono le acque dal Serino costruendo la più grande delle opere, l’acquedotto augusteo, che serviva le città lungo la costa della Campania fino a giungere alla grande cisterna di Bacoli, la Piscina Mirabilis, che ci appare oggi come una cattedrale sotto terra scavata nel tufo giallo dei Campi Flegrei.

    Ancora oggi vediamo i resti emersi e sommersi di Baia, che anticamente si presentava come un enorme complesso di terme e palazzi situati sul ciglio del cratere, il Lacus Baianus, insenatura naturale timidamente aperta al mare. La celebrità di questo luogo in epoca romana era dovuta soprattutto alle acque termali che in gran numero scaturivano ai piedi della collina, nel mare. Le acque, i vapori, il clima mite e le prestigiose architetture resero  Baia la dimora ideale di  imperatori, uomini e famiglie illustri.

    Il presente itinerario è stato realizzato dagli studenti della classe IVB del liceo Scientifico dell’Istituto Caracciolo di Procida, nell’ambito del Progetto di Alternanza Scuola Lavoro curato da La Terra dei Miti, società che promuove la conoscenza e valorizzazione dei Campi Flegrei.

    L’itinerario turistico-culturale proposto suggerisce di seguire i percorsi delle acque, avventurandoci alla ricerca dei luoghi della flotta, del benessere e degli otia, frequentati dai romani, e di ripercorrere le tracce ancora visibili di questi luoghi, soprattutto laddove l’orografia è mutata per il susseguirsi di fenomeni vulcanici e del bradisismo.

  3. 1 Porto Giulio
  4. 2 Baia e le sue terme
  5. 3 Baia Sommersa
  6. 4 Miseno
  7. 5 Piscina Mirabilis
  1. Sumar tur audio

    “Una gita in mare fino a Pozzuoli, brevi e felici passeggiate in carrozza o a piedi attraverso il più prodigioso paese del mondo. Sotto il cielo più limpido il suolo più infido; macerie d'inconcepibile opulenza, smozzicate, sinistre (…)Ed eccoci così rimbalzati di continuo tra le manifestazioni della natura e quelle dei popoli.”

    Questa è la testimonianza del poeta Goethe, rimasto colpito dalla bellezza caratteristica dei Campi Flegrei. Egli seppe riconoscere nelle macerie una prova della forza di Roma, della sua potenza militare e delle capacità tecniche di cui disponeva. Riconobbe il perfetto connubio tra la forza della natura vulcanica e l’ingegno di quegli uomini che seppero da questi luoghi espandere la forza dell’impero, costruendo basi navali, terme, palazzi e porti.

    I romani collegarono i laghi vulcanici e i bacini naturali al mare, aprendo canali tra crateri colmi di acque dolci e salate. Essi convogliarono le acque dal Serino costruendo la più grande delle opere, l’acquedotto augusteo, che serviva le città lungo la costa della Campania fino a giungere alla grande cisterna di Bacoli, la Piscina Mirabilis, che ci appare oggi come una cattedrale sotto terra scavata nel tufo giallo dei Campi Flegrei.

    Ancora oggi vediamo i resti emersi e sommersi di Baia, che anticamente si presentava come un enorme complesso di terme e palazzi situati sul ciglio del cratere, il Lacus Baianus, insenatura naturale timidamente aperta al mare. La celebrità di questo luogo in epoca romana era dovuta soprattutto alle acque termali che in gran numero scaturivano ai piedi della collina, nel mare. Le acque, i vapori, il clima mite e le prestigiose architetture resero  Baia la dimora ideale di  imperatori, uomini e famiglie illustri.

    Il presente itinerario è stato realizzato dagli studenti della classe IVB del liceo Scientifico dell’Istituto Caracciolo di Procida, nell’ambito del Progetto di Alternanza Scuola Lavoro curato da La Terra dei Miti, società che promuove la conoscenza e valorizzazione dei Campi Flegrei.

    L’itinerario turistico-culturale proposto suggerisce di seguire i percorsi delle acque, avventurandoci alla ricerca dei luoghi della flotta, del benessere e degli otia, frequentati dai romani, e di ripercorrere le tracce ancora visibili di questi luoghi, soprattutto laddove l’orografia è mutata per il susseguirsi di fenomeni vulcanici e del bradisismo.

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