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    Situata sulla sponda sinistra del fiume Guadalquivir, la città conserva nel suo centro storico le caratteristiche acquistate durante la dominazione araba (strade strette e tortuose, piazzette, vicoli ciechi). La maggiore espansione urbanistica avviene nel Novecento con Esposizione Ibero-americana del 1929. In occasione dell'Expo (1992) la città ha subito un riassetto urbanistico, con la realizzazione di un nuovo sistema viario attorno al centro storico e la creazione di nuove direttrici verso l'esterno, accompagnando alla decentralizzazione un recupero dell'area centrale. L'Expo (le cui strutture sono state riconvertite in “parco tecnologico”) è sorta sull'isola della Cartuja, un'area ai margini del centro storico fra l'antico corso del Guadalquivir e quello nuovo, tracciato negli anni Settanta per difendere la città dalle inondazioni. Siviglia è stata dotata di nuove infrastrutture (autostrada e ferrovia ad alta velocità, sette ponti cittadini) e di importanti strutture pubbliche, quali l'aeroporto, la stazione e il palazzo della Cultura. Città di radicate tradizioni culturali, è sede di università (dal sec. XV) e di numerose altre istituzioni (Accademie di lettere e arti, Archivio delle Indie, Biblioteca Colombiana ecc.). Nel 1987 l'Alcazar, la Cattedrale e l'Archivio delle Indie sono stati inclusi nel patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Siviglia è la patria di pittori famosi come Velázquez e B. E. Murillo e dei poeti A. Machado e V. Aleixandre, premio Nobel per la letteratura nel 1977. La città è considerata la “capitale” del flamenco, l'espressione più significativa del folclore andaluso.Città di probabile fondazione iberica, dovette il suo nome antico di Híspalis, secondo un'etimologia probabilmente apocrifa di sant’Isidoro (Etymologiae), all'essere stata costruita su palafitte o pali. I Fenici, che vi giunsero risalendo il corso del Betis (poi Guadalquivir), vi dedicarono un tempio a Ercole, mitico fondatore riconosciuto più tardi anche dai Romani. Giulio Cesare, che la conquistò nel 45 a. C., la chiamò Colonia Julia Romula e le diede molta importanza in contrapposizione alla Corduba di Pompeo, fortificandola e dando sviluppo al commercio dell'olio. In essa risiedette ripetutamente e batté moneta. Per qualche tempo Siviglia fu anche capitale della provincia romana della Betica. Dominata successivamente dai Vandali di Gunderico, dagli Svevi e dai Visigoti (461-711), ebbe nel vescovo Isidoro la massima figura dell'epoca romano-barbarica. Nel 712 la conquistò il moro Muza e fino al 1248 fu una delle più belle, ricche e celebrate città della Spagna musulmana, rivaleggiando ancora con Cordova. Ricostruita e ingrandita più volte, dopo le distruzioni operate dai Normanni (sec. IX) e dagli Arabi cordovesi (sec. XI e XII), la Ixvilia musulmana ebbe il suo massimo splendore come capitale del regno autonomo della dinastia Abbadide, e in particolare sotto i re al-Muʽtadid (1042-68) e al-Muʽtamid (1068-91); quest'ultimo, conquistatore di Cordova e squisito poeta, fu detronizzato ed esiliato nel 1091 dagli Almoravidi, da lui stesso chiamati in soccorso contro i Castigliani. Caduta in potere degli Almoravidi e poi, per un secolo (1146-1248), degli Almohadi, Siviglia decadde; ma dopo la conquista cristiana (1248) rifiorì, soprattutto a opera del re dotto, Alfonso X, figlio del conquistatore Ferdinando III, che tenne corte e accademia di scienze nell'antico Alcázar musulmano. Dal sec. XII al XVI fu la città più importante di Spagna e in particolare, dopo la scoperta dell'America, “porto e porta delle Indie”, centro commerciale attivissimo (Casa de Contratación, 1503; Casa de la Moneda) ed emporio internazionale. Nel 1588 aveva ca. 150.000 abitanti. Poi seguì la decadenza generale della Spagna, aggravata dalla scelta di Cádice come porto unico dei traffici con l'America e dal centralismo madrileno. Nel 1787 Siviglia non raggiungeva nemmeno gli 80.000 abitanti, sebbene la dinastia borbonica e in particolare Carlo III, attraverso l'“illuminato” intendente P. de Olavide, avessero dato impulso alla ripresa. Nel 1729 venne firmato a Siviglia un trattato tra la Spagna, la Francia e l'Inghilterra, che regolava le questioni sorte dalla guerra di successione, presto superato, però, dalla nuova guerra europea (successione polacca). Nel 1808 fu per un momento la capitale del regno, come sede della Giunta Suprema, cadendo poi in mano francese. La città fu conquistata dalle truppe nazionaliste diQueipo de Llano pochi giorni dopo l'inizio della sollevazione franchista contro il governo repubblicano (luglio 1936), servendo poi da base per la conquista dell'Andalusia.our delle principali attrazioni del centro di Siviglia

  3. 1 INTRODUZIONE
  4. 2 PLAZA VIRGEN DE LOS REYES
  5. 3 Torre Giralda
  6. 4 CORTILE degli ARANCI
  7. 5 CATEDRAL DE SIVILIA
  8. 6 PLAZA DE TRIUNFO
  9. 7 ARCHIVIO DE INDIAS
  10. 8 TORRE ABDEL AZZIZ
  11. 9 HOSPITAL DE LOS VENERABLES
  12. 10 REAL ALCAZAR DE SIVILLA
  13. 11 CASA DI PILATO
  14. 12 Plaza de Espana
  1. Sumar tur audio

    Situata sulla sponda sinistra del fiume Guadalquivir, la città conserva nel suo centro storico le caratteristiche acquistate durante la dominazione araba (strade strette e tortuose, piazzette, vicoli ciechi). La maggiore espansione urbanistica avviene nel Novecento con Esposizione Ibero-americana del 1929. In occasione dell'Expo (1992) la città ha subito un riassetto urbanistico, con la realizzazione di un nuovo sistema viario attorno al centro storico e la creazione di nuove direttrici verso l'esterno, accompagnando alla decentralizzazione un recupero dell'area centrale. L'Expo (le cui strutture sono state riconvertite in “parco tecnologico”) è sorta sull'isola della Cartuja, un'area ai margini del centro storico fra l'antico corso del Guadalquivir e quello nuovo, tracciato negli anni Settanta per difendere la città dalle inondazioni. Siviglia è stata dotata di nuove infrastrutture (autostrada e ferrovia ad alta velocità, sette ponti cittadini) e di importanti strutture pubbliche, quali l'aeroporto, la stazione e il palazzo della Cultura. Città di radicate tradizioni culturali, è sede di università (dal sec. XV) e di numerose altre istituzioni (Accademie di lettere e arti, Archivio delle Indie, Biblioteca Colombiana ecc.). Nel 1987 l'Alcazar, la Cattedrale e l'Archivio delle Indie sono stati inclusi nel patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Siviglia è la patria di pittori famosi come Velázquez e B. E. Murillo e dei poeti A. Machado e V. Aleixandre, premio Nobel per la letteratura nel 1977. La città è considerata la “capitale” del flamenco, l'espressione più significativa del folclore andaluso.Città di probabile fondazione iberica, dovette il suo nome antico di Híspalis, secondo un'etimologia probabilmente apocrifa di sant’Isidoro (Etymologiae), all'essere stata costruita su palafitte o pali. I Fenici, che vi giunsero risalendo il corso del Betis (poi Guadalquivir), vi dedicarono un tempio a Ercole, mitico fondatore riconosciuto più tardi anche dai Romani. Giulio Cesare, che la conquistò nel 45 a. C., la chiamò Colonia Julia Romula e le diede molta importanza in contrapposizione alla Corduba di Pompeo, fortificandola e dando sviluppo al commercio dell'olio. In essa risiedette ripetutamente e batté moneta. Per qualche tempo Siviglia fu anche capitale della provincia romana della Betica. Dominata successivamente dai Vandali di Gunderico, dagli Svevi e dai Visigoti (461-711), ebbe nel vescovo Isidoro la massima figura dell'epoca romano-barbarica. Nel 712 la conquistò il moro Muza e fino al 1248 fu una delle più belle, ricche e celebrate città della Spagna musulmana, rivaleggiando ancora con Cordova. Ricostruita e ingrandita più volte, dopo le distruzioni operate dai Normanni (sec. IX) e dagli Arabi cordovesi (sec. XI e XII), la Ixvilia musulmana ebbe il suo massimo splendore come capitale del regno autonomo della dinastia Abbadide, e in particolare sotto i re al-Muʽtadid (1042-68) e al-Muʽtamid (1068-91); quest'ultimo, conquistatore di Cordova e squisito poeta, fu detronizzato ed esiliato nel 1091 dagli Almoravidi, da lui stesso chiamati in soccorso contro i Castigliani. Caduta in potere degli Almoravidi e poi, per un secolo (1146-1248), degli Almohadi, Siviglia decadde; ma dopo la conquista cristiana (1248) rifiorì, soprattutto a opera del re dotto, Alfonso X, figlio del conquistatore Ferdinando III, che tenne corte e accademia di scienze nell'antico Alcázar musulmano. Dal sec. XII al XVI fu la città più importante di Spagna e in particolare, dopo la scoperta dell'America, “porto e porta delle Indie”, centro commerciale attivissimo (Casa de Contratación, 1503; Casa de la Moneda) ed emporio internazionale. Nel 1588 aveva ca. 150.000 abitanti. Poi seguì la decadenza generale della Spagna, aggravata dalla scelta di Cádice come porto unico dei traffici con l'America e dal centralismo madrileno. Nel 1787 Siviglia non raggiungeva nemmeno gli 80.000 abitanti, sebbene la dinastia borbonica e in particolare Carlo III, attraverso l'“illuminato” intendente P. de Olavide, avessero dato impulso alla ripresa. Nel 1729 venne firmato a Siviglia un trattato tra la Spagna, la Francia e l'Inghilterra, che regolava le questioni sorte dalla guerra di successione, presto superato, però, dalla nuova guerra europea (successione polacca). Nel 1808 fu per un momento la capitale del regno, come sede della Giunta Suprema, cadendo poi in mano francese. La città fu conquistata dalle truppe nazionaliste diQueipo de Llano pochi giorni dopo l'inizio della sollevazione franchista contro il governo repubblicano (luglio 1936), servendo poi da base per la conquista dell'Andalusia.our delle principali attrazioni del centro di Siviglia

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  • Oxana

    3 out of 5 rating 04-10-2019

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