Liceo Classico Statale "Mario Cutelli"
Il nostro liceo ha sempre avuto come fine la formazione dell’uomo e del cittadino, in pieno accordo con i principi della Costituzione, e ha cercato di dare risposte adeguate ai bisogni educativi e alle nuove esigenze di formazione poste dallo sviluppo culturale, sociale ed economico nel mondo, nel quadro di una scuola democratica e di massa. In una situazione caratterizzata da forte complessità e da un accentuato pluralismo di modelli e di valori, crediamo in una scuola che favorisca la crescita e la maturazione dei giovani, impegnati a costruire strumenti di analisi e di giudizio critico per capire e trasformare la realtà; in una scuola come il luogo deputato a stabilire un legame fecondo tra il passato e il presente per progettare il futuro, e dove si sperimenti, secondo principi di libertà e uguaglianza, la promozione sociale e culturale di tutti gli studenti.Il liceo classico “Mario Cutelli” mira alla costruzione di un rapporto armonico tra tutte le componenti della scuola -dirigenti, studenti, genitori, docenti, personale ATA- affinché il processo di insegnamento-apprendimento possa svolgersi in un clima sereno e produttivo.Il liceo si ispira alla figura di Mario Cutelli, nato a Catania alla fine del XVI secolo, straordinario giurista e importante uomo politico: lo ricordiamo per l’attualità dei suoi insegnamenti e per le soluzioni giuridiche sorprendenti che cercò di mettere in atto nel contesto storico del “secolo di ferro”, quando la Sicilia si trovava sotto la dominazione spagnola. Ma ancor prima di essere giurista, fu umanista, politologo e difensore dello “stato laico” in tempi difficili, in una realtà tanto diversa da quella contemporanea. Ristabilire il diritto agli “usi civici” e riportare le competenze dei tribunali dell’inquisizione entro i limiti stretti della “purezza” della fede, furono due grandi temi e battaglie che Mario Cutelli volle combattere, spesso a rischio della propria vita. La lotta alle prepotenze baronali ed ecclesiastiche, significava lotta per la civiltà: oggi diremmo per i diritti e la libertà di pensiero. Non era aristocratico, ma capiva che l’amministrazione della cosa pubblica non poteva essere lasciata in mano di chiunque; pertanto, sosteneva la creazione di una scuola per giovani aristocratici, da avviare al governo o perché fossero affidati loro incarichi pubblici, in quanto “capaci e meritevoli”.Nasceva così “Il Cutelli” sul modello delle scuole per nobili della Spagna, nasceva col preciso intendimento di voler creare funzionari preparati, per formare una nobiltà ricca di sapere e di conoscenza.
La fondazione del Liceo Classico “Mario Cutelli” è legata a una vicenda molto singolare che, nella Catania di fine secolo, vide coinvolti notabili, socialisti, clericali, liberali e massoni. Tutto ebbe inizio nel 1895, quando in città si sparse la notizia che i Gesuiti avrebbero insegnato al Collegio dei nobili: i governativi, liberali e anticlericali per vocazione, scesero in piazza per rivendicare, sostenuti dalla massoneria, la laicità della scuola, mentre gli antigovernativi, socialisti e cattolici, tuonavano in nome della libertà dell’istruzione.
Dopo una lunga controversia che fu “grave e delicata” arrivò la salomonica soluzione del governo centrale: “Roma 9 maggio 1898. Se il parlamento approverà la proposta di variazione di bilancio presentata dal ministero, per il prossimo anno scolastico, l’istituzione di un secondo liceo ginnasio a Catania sarà un fatto compiuto e ad essa potrà tenere dietro la nazionalizzazione del Collegio Cutelli. Ma per venire a ciò saranno necessari studi e riforme nell’ordinamento del Convitto, per le quali non può dirsi che saranno necessari i pochi mesi che separano dalla riapertura delle scuole.
Nacque una scuola senza una sede propria e, tuttavia, tanto prestigiosa da catalizzare immediatamente la richiesta di ammissione di moltissimi giovani della città e della provincia. Così, proprio nei primi anni della vita del “Cutelli”, si trova la chiave interpretativa della sua storia: l’ indissolubile intreccio tra offerta formativa di alto profilo, impetuosa crescita del numero degli iscritti e mancanza di una sede adeguata.
Questa interpretazione è confermata dall’elenco incredibilmente lungo delle sedi, nelle quali, superando difficoltà e disagi gravissimi.
A partire dalla sessione di giugno degli esami di maturità del 1952, il Cutelli potè trasferirsi negli attuali locali di via Firenze.
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