Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza

Il Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza, attivo dal 1930, conserva strumenti scientifici fra cui quelli usati da Galileo
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Il Museo Galileo, inaugurato nel 2010, conserva ed espone le collezioni appartenenti all’Istituto e Museo di Storia della Scienza, attivo dal 1930.
Il Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza rappresenta una delle principali istituzioni a scala internazionale attive nella museografia scientifica, nella produzione di iniziative per la diffusione della cultura scientifica e nelle attività di documentazione e di ricerca.
Secondo i propri fini statutari, il Museo Galileo si occupa di formare una biblioteca di storia delle scienze, di raccogliere materiale scientifico di valore storico, documentazione iconografica ed ogni elemento utile agli studi di storia delle scienze.
Il museo, la biblioteca specializzata, l'archivio, i laboratori multimediale, fotografico e di restauro svolgono una funzione integrata al servizio delle strategie di diffusione della cultura scientifica, di valorizzazione dei beni culturali tecnico-scientifici e di continuo affinamento delle ricerche di storia delle scienze e delle tecniche.
Il Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza è fin dalla sua fondazione (R. D. n. 1060 del 12 maggio 1927) un Ente Morale retto da un Consiglio di Amministrazione nel quale siedono rappresentanti dell'Università di Firenze, del Comune di Firenze e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Riceve finanziamenti al funzionamento dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (L. 534/1996), dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (L. 6/2000) e dalla Regione Toscana (L.R. 12/1998). I progetti speciali sono sostenuti da enti pubblici e privati. Riceve inoltre costante sostegno alle proprie attività da parte dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

1927 - L'Istituto di Storia delle Scienze
Dopo l'Unità d'Italia le collezioni furono smembrate e distribuite tra diversi istituti universitari. Lo stato di degrado fu denunciato nel 1922 dai promotori del “Gruppo per la tutela del patrimonio scientifico nazionale”. Grazie al loro impegno, nel 1927 fu fondato l'Istituto di Storia delle Scienze con il compito di “raccogliere, catalogare, restaurare” le testimonianze materiali della scienza.
1929 - L’Esposizione Nazionale
Per iniziativa del nuovo Istituto fu organizzata nel 1929 la Prima Esposizione Nazionale di Storia della Scienza alla quale aderirono numerose istituzioni italiane. La manifestazione mise in luce l'entità del patrimonio, la sua diffusione sul territorio nazionale e il precario stato di conservazione. In seguito a questa mostra, nel 1930, l'Università di Firenze decise di inaugurare nella sede di Palazzo Castellani l'Istituto di Storia della Scienza con annesso Museo, al quale affidò la collezione degli strumenti mediceo-lorenesi.
1966 - L'alluvione
Dopo i danni provocati dai bombardamenti che distrussero i ponti del Lungarno alla fine della seconda guerra mondiale (1944-45), un duro colpo alla collezione fu inferto dall'alluvione del 1966. Gli strumenti che allora si trovavano nel sottosuolo e al piano terreno del Museo furono gravemente danneggiati. Grazie alla solidarietà internazionale e all'energia di Maria Luisa Righini Bonelli, allora direttrice del Museo, fu possibile completare rapidamente il recupero degli strumenti, riaprire al pubblico le sale espositive e ridare impulso alle raccolte librarie e all'attività di ricerca.

L’espansione registrata dall’Istituto e Museo di Storia della Scienza negli ultimi decenni e la forte crescita di visibilità delle attività museali e di organizzazione di esposizioni temporanee, molte delle quali hanno avuto successo a scala planetaria.
Avviando alcuni anni fa un ambizioso progetto di riconcepimento delle molteplici funzioni svolte dal nostro ente (ricerca, documentazione, pubblicazione, alta formazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio museale, diffusione della cultura scientifica, organizzazione di eventi convegnistici ed espositivi, ecc.), giunto a conclusione nel giugno 2010 con l’inaugurazione di ambienti museali radicalmente rinnovati negli spazi e nei contenuti, è sembrato opportuno far coincidere l’avvio del nuovo ciclo con l’adozione della nuova denominazione Museo Galileo, con il sottotitolo Istituto e Museo di Storia della Scienza, che svolge la funzione di collegamento con la storia precedente e ricorda che l’istituzione ha prestato, viene prestando e continuerà a prestare grande attenzione alle attività di documentazione e di ricerca.