Tomba “a circolo”
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Vi trovate davanti alla ricostruzione di una tomba “a circolo” di Vetulonia, nel cuore della Maremma.
La tomba a circolo, largamente diffusa nella penisola italiana, in particolare nella fascia centrale, durante l’Età del Ferro, esprime in primo luogo la volontà da parte di un gruppo familiare aristocratico di distinguersi anche nello spazio funerario, segnato in concreto da un cerchio di pietre infitte verticalmente al suolo. Il cerchio include le deposizioni di defunti cremati e inumati posti all’interno di una o più fosse e ricoperte da un basso tumulo di terra coronato da un segnacolo funerario, una stele o un cippo in pietra.
L’ultima tomba riportata alla luce nella folta macchia maremmana è Il Circolo del Duce che è stato mostrato al pubblico il 30 aprile 2014, in occasione della celebrazione commemorativa del centenario dalla morte di Isidoro Falchi, dall’omonima Associazione Culturale Archeologica locale, intitolata, al pari del Museo, al celeberrimo scopritore di Vetulonia.
La tomba del Duce è da considerarsi una vera e propria tomba di famiglia, conserva i resti e il ricchissimo corredo del Principe etrusco Raku Kakanas, il cui nome è iscritto sul fondo di una tazza d'argento; rivestita in lamina di argento era anche l'arca di bronzo che custodiva le sue ceneri, decorata a sbalzo con animali reali (toro, pantera, cavallo) e fantastici (grifo) e realizzata forse da artigiani siriani operanti a Cerveteri. Scavata nel 1886 dal Falchi, la tomba risultò violata in antico: la fossa centrale infatti era stata svuotata. Nonostante ciò fu possibile recuperare dalle altre fosse numerosi oggetti, corrispondenti ad almeno quattro distinti corredi funebri che accompagnavano i defunti della famiglia aristocratica sepolti nelle fosse comprese dentro il cerchio di pietre.
La tomba a circolo, largamente diffusa nella penisola italiana, in particolare nella fascia centrale, durante l’Età del Ferro, esprime in primo luogo la volontà da parte di un gruppo familiare aristocratico di distinguersi anche nello spazio funerario, segnato in concreto da un cerchio di pietre infitte verticalmente al suolo. Il cerchio include le deposizioni di defunti cremati e inumati posti all’interno di una o più fosse e ricoperte da un basso tumulo di terra coronato da un segnacolo funerario, una stele o un cippo in pietra.
L’ultima tomba riportata alla luce nella folta macchia maremmana è Il Circolo del Duce che è stato mostrato al pubblico il 30 aprile 2014, in occasione della celebrazione commemorativa del centenario dalla morte di Isidoro Falchi, dall’omonima Associazione Culturale Archeologica locale, intitolata, al pari del Museo, al celeberrimo scopritore di Vetulonia.
La tomba del Duce è da considerarsi una vera e propria tomba di famiglia, conserva i resti e il ricchissimo corredo del Principe etrusco Raku Kakanas, il cui nome è iscritto sul fondo di una tazza d'argento; rivestita in lamina di argento era anche l'arca di bronzo che custodiva le sue ceneri, decorata a sbalzo con animali reali (toro, pantera, cavallo) e fantastici (grifo) e realizzata forse da artigiani siriani operanti a Cerveteri. Scavata nel 1886 dal Falchi, la tomba risultò violata in antico: la fossa centrale infatti era stata svuotata. Nonostante ciò fu possibile recuperare dalle altre fosse numerosi oggetti, corrispondenti ad almeno quattro distinti corredi funebri che accompagnavano i defunti della famiglia aristocratica sepolti nelle fosse comprese dentro il cerchio di pietre.
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