Polo Museale di Sovana
Il polo museale di Sovana comprende tre degli edifici storici più rappresentativi del piccolo borgo, che si affacciano sulla piazza principale: il Museo di San Mamiliano, Palazzo Pretorio e il Palazzetto dell’Archivio.
Il Museo è stato inaugurato nel 2012 dopo ingenti lavori di consolidamento effettuati per la trasformazione della chiesa di S. Mamiliano in contenitore museale. Le indagini archeologiche effettuate oltre ad aver riportato alla luce, al di sotto del piano pavimentale, un impianto termale di epoca romana, la cripta e numerose tombe medievali e rinascimentali, hanno permesso il recupero di uno straordinario tesoretto monetale tardo-antico costituito da 498 monete d’oro inquadrabili nel V sec. d.C. Il ritrovamento ha indotto le Soprintendenze di settore e l’Amministrazione comunale a modificare l’originario progetto espositivo che prevedeva la realizzazione del Museo etrusco. Si è infatti provveduto, alla musealizzazione della ex chiesa, lasciando in vista una parte importante dello scavo, e all’esposizione di reperti archeologici riferibili alla fase romana della città lasciando un ampio spazio espositivo al tesoretto monetale.
Il piccolo vaso contenente 498 monete d’oro (inquadrabili cronologicamente tra l’inizio del V sec. con il regno di Onorio e gli ultimi decenni del secolo – regno di Zenone) è stato rinvenuto alla profondità di oltre due metri rispetto all’attuale pavimento. L’occultamento dell’oggetto deve essere avvenuto nell’ultimo quarto del V secolo, in un periodo di gravi difficoltà per la regione a seguito delle invasioni. Il “tesoro ritrovato” è costituito da solidi aurei. Il Solido era una moneta d'oro introdotta in sostituzione dell'aureo con la riforma monetaria di Costantino I nel 324, rimanendo in uso in tutto l'Impero Bizantino fino al X secolo. Il solido aveva un valore di 1/72 di libbra romana che corrisponde a circa 4,5 grammi.
Sul dritto delle monete troviamo rappresentato il busto dell’imperatore, senza nessuna connotazione fisionomica, mentre sul rovescio possiamo trovare l'immagine della Vittoria con la croce e il globo crucifero, la personificazione di Costantinopoli, l’imperatore o gli imperatori stanti o in trono.
Il ripostiglio di Sovana rappresenta un scoperta straordinaria per la quantità dei pezzi rinvenuti, per il numero degli imperatori rappresentati e soprattutto perché costituisce finora l’unica testimonianza archeologica riferibile all’età tardo-antica, che possediamo per Sovana.
Oltre alle monete all’interno del museo sono presenti reperti ceramici di un certo pregio.
Infatti un vivace artigianato locale è documentato a Sovana nell’ambito della produzione di oggetti in terracotta. Vasellame a pareti sottili di buon livello qualitativo pervenne, all’inizio del Novecento, al museo di Firenze a seguito di scavi condotti dal Merlini a Sovana e, benché non si conoscano i dati precisi di rinvenimento, costituiscono un insieme interessante per la presenza di tipologie particolari.
L’esistenza di fornaci a Sovana è confermata dal ritrovamento di un quartiere artigianale negli scavi condotti dall’Università di Milano presso il duomo, che hanno evidenziato anche scarti di lavorazione.
Particolarmente interessanti sono i numerosi ex voto in terracotta provenienti da una stipe votiva rinvenuta nel 1827 nell’area sacra collocata all’ingresso della via cava detta Il Cavone. Resta difficile l’identificazione del culto connesso a questo santuario che genericamente possiamo dire connesso a divinità salutifere e della fecondità. Oltre ai consueti ex voto costituiti da animali, teste, parti anatomiche, statuette, si distinguono alcuni prodotti molto schematici e rozzamente espressivi, quasi popolareschi, che fanno del complesso votivo del Cavone un documento di grande interesse della creatività degli artigiani locali.
Anche la coroplastica di tipo architettonico è documentata a Sovana. Una vetrina del Museo accoglie infatti alcune terrecotte architettoniche costituenti l’apparato decorativo di un edificio urbano, forse a carattere cultuale, di incerta ubicazione.
Oltre al Museo merita una visita il Palazzo Pretorio oggi ufficio del Parco e sede dell’ufficio informazioni turistiche. Il Palazzo risale al XII XIII sec. e fu rinnovato a seguito della conquista senese di Sovana dopo il 1410. Interessante la facciata arricchita dai nove stemmi che ricordano i commissari che governarono Sovana tra la seconda metà del 1400 e la seconda metà del 1600. Sul lato destro è ancora presente la colonna di tufo utilizzata per l’affissione degli atti pubblici.
Nella sala detta delle udienze posta a pian terreno è possibile ammirare oltre ad un affresco di scuola senese raffigurante la Madonna in trono col Bambino e Santi, la ricostruzione di parte del frontone della tomba Ildebranda.
Testi ed audio: dott.ssa Lara Arcangeli