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MuseoMuseo Archeologico Provinciale dell'Agro Nocerino

Info museo

Riguardo il museo

Istituito nel 1964 e ospitato dal 1965 nel quattrocentesco Convento francescano di S. Antonio, ospita i materiali provenienti per la maggior parte dagli scavi condotti sia nel centro urbano dell'antica Nuceria (attuale Nocera Superiore) che nelle sue necropoli.
Nel 1989 il museo vide importanti interventi finalizzati ad una migliore comprensione da parte del pubblico delle importanti collezioni conservate all’interno del Museo: l’ampliamento del settore deputato alle necropoli, la revisione del percorso museale –compatibilmente con gli spazi disponibili- e la dotazione di una serie di pannelli storico-scientifici per un’agile lettura della documentazione esposta, unitamente ad una planimetria del Museo con indicazione globale dei reperti esposti nei vari ambienti. Le donazioni che seguirono possono essere interpretate come un risposta positiva alla politica culturale di avvicinamento del Museo ad un più vasto pubblico: nel 1993 Andrea Bove di Nocera Inferiore donò una collezione di terrecotte, unitamente a vasi di origine apula e materiali di età romana; nel 1995 la famiglia Buonocore di Nocera Superiore –nel cui fondo erano stati condotti scavi archeologici dalla Direzione dei Musei Provinciali di Salerno negli anni Sessanta- consentì con gioia al recupero di una stele antropomorfa e due urne in tufo nella sua proprietà; nel 1996 Alfonso Palladino di Nocera Inferiore donò una lastra con iscrizione greca di età imperiale, importante elemento di lettura della società nocerina nell’epoca indicata. L’attuale sistemazione è del 2005, con il recupero di ulteriori reperti emersi dallo “scavo dei vecchi scavi” nei depositi del Museo di Salerno.
La visita del Museo Archeologico Provinciale dell’Agro Nocerino non segue, per problemi di spazio, un percorso cronologico e dunque sono i reperti ad adeguarsi ai vani espositivi, talvolta ricavati, come il piccolo vano Lapidario, addirittura lungo una breve scala. Il tono retró dei supporti espositivi (vetrine, bacheche, tabelle, etc.) è stato volutamente mantenuto, concentrando anzi in questa sede anche arredi museali provenienti dal primo, più antico, Museo Provinciale, quello di Salerno istituito nel 1927. I reperti sono dunque ospitati in vetrine della fine degli anni Venti, opportunamente restaurate, che costituiscono esse stesse motivo di studio in relazione alla storia dei principi museografici nel primo Novecento.
Mentre nel piccolo lapidario sono raccolti reperti di età romana dall'agro nocerino-sarnese, fra i quali caratteristiche stele funerarie iscritte di forma rettangolare sormontate da un disco di tipo antropomorfo particolarmente diffuse in Campania, una saletta accoglie le antichità provenienti dalle vicine Angri e Scafati, tra cui otto pannelli dipinti riferibili al cosiddetto III stile pompeiano dalla decorazione parietale di una villa romana rinvenuta a Scafati e una colonna miliare relativa al restauro della via Nuceria-Stabiae effettuato nel 121 dopo Cristo dall'imperatore Adriano, ritrovata ad Angri. Una pregevole collezione privata, la collezione Pisani, costituitasi all'inizio del secolo e donata al Museo, illustra compiutamente la cosiddetta Fossakultur, tra il IX e il VII secolo avanti Cristo, il cui repertorio ceramico è caratterizzato da una tendenza fortemente conservatrice. Gl'insediamenti sparsi delle popolazioni indigene della Valle del Sarno confluirono, nella 1a metà del VI secolo avanti Cristo, nel nuovo centro urbano di Nuceria: le testimonianze epigrafiche dimostrano la complessa compagine etnica del nuovo centro, già nelle fonti antiche attribuita ora agli Opici, ora agli Etruschi o ai Pelasgi. L'importanza di questo centro è testimoniata, oltre che dalle fonti antiche, anche dai corredi nel V e IV secolo avanti Cristo, di cui è ricco il Museo, quando dalla tribù degli Alfaterni Nuceria deriverà l'appellativo di Alfaterna.
Dell'età romana, di fronte ai corredi provenienti dalle necropoli di epoca imperiale, in posizione di spicco nel percorso museale, è una statua di marmo della dea Athena raffigurata come combattente e riecheggiante lo schema iconografico fissato in ambito attico nel V secolo avanti Cristo per la dea protettrice di Atene.

CREDITI
Autore dei testi:
Matilde Romito con la collaborazione di Silvia Pacifico

Traduzioni e voci:
Italiano – voce Matilde Romito - Editing audio Associazione Culturale Prisma
Inglese – traduzione e voce Erich Nicholson - Studio Pippolaticomusic di Luca Bechelli

Immagini:
Tutte le immagini sono di proprietà della Provincia di Salerno, autore Gaetano Guida

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Recensioni

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  • Enrico

    4 out of 5 rating 03-09-2016

    buona la descrizione, ma ampliabile con altre descrizioni. anche una voce piú giovanile sarebbe maggiormente gradita a chi ascolta

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