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Audio tourTour nella Street Art >>>ritrovarsi2018 - Ecomuseo dei 5 Sensi di Sciacca

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2 Fermate tour

  1. Sommario Auditour
  2. Sommario Auditour

    Percorso turistico e culturale tra le opere d'arte contemporanea realizzate durante il festival >>>ritrovarsi 2018

    Chi ricorda e racconta fa rivivere uomini, fatti e luoghi.

    Il quartiere di San Leonardo è un quartiere di mezzo della città di Sciacca, pieno di vicoli stretti e tortuosi, cortili piccoli e grandi, porte piccine e grandi portoni, case modeste con gli infissi verdi e blu e case signorili dai portali in pietra arenaria e in pietra granitica. Le stradine si inerpicano su, verso la parte alta del paese incrociandosi tra loro.

    Tutto intorno, un tempo, era animato dalle voci dei bimbi che giocavano, dalle giovani donne che lavavano i panni nelle fontane di pietra e dalle anziane che sedevano davanti gli usci delle case. Loro, erano il cuore pulsante di San Leonardo. Colori, rumori e odori erano i padroni indiscussi del quartiere. I panni stesi coloravano le stradine e donavano allegria. I vasi nei balconi erano pieni di gerani, garofanini, basilico e prezzemolo, creando un gioco di colori e un misto di odori. Nei cortili, in vecchie tinozze o in grandi vasche di alluminio crescevano rigogliosi gelsomini profumatissimi.

    Poi, un giorno, nel quartiere, arrivarono due signore: belle, prosperose, capello biondo platino, labbra rosse fuoco, gonna stretta con spacco laterale oltre misura, camicetta attillatissima, tacco alto e scarpa colorata, appariscenti, provocanti ed andarono ad abitare in un piccolo basso. Nessuno le vedeva di giorno, ma in molti le sentivano di notte.

    Si sa’, la notte ha poca voce, ma mille occhi. Tutti capirono che il mestiere delle due signore era il più antico del mondo. Un signore ardito, ebbe una felice idea: penso’ di riadattare la sua vecchia casa in un confortevole alloggio per le signore, e così fece! Trasformò una semplice dimora nella prima casa di tolleranza di Sciacca. Tutto questo non fu gradito a molte famiglie del quartiere e così, iniziarono le prime diatribe con le prostitute. Le donne vivevano chiuse in casa, i fanciulli non giocavano per le stradine e nelle piazzette.

    Pochi rumori e tanti malumori.

    Chi ebbe la possibilità di acquistare un’altra casa lasciò il quartiere e San Leonardo, che diventò per tutti il quartiere di “li mali fimmini”. Giorno dopo giorno arrivavano altre signore del sesso a pagamento, invadendo poco alla volta i bassi dei vicoli e dei cortili. Saro era ragazzinu e abitava in una casa proprio di fronte la “scalunata” e un bel giorno gli fu proibito di affacciarsi ai balconi della via Licata, perché le signore di San Leonardo, dopo qualche anno, erano state raggiunte da altre amiche-colleghe, e queste, si erano stabilite in un albergo.

    L’albergo Centrale, dove alloggiavano ed esercitavano alcune di queste donne, era ubicato in via Giuseppe Licata con ingresso nel vicolo Dolcimascolo, una delle stradine che portava alla casa di tolleranza. La sera, una fila di uomini, giovani e di una certa età, creava dei capannelli nei pressi della scalinata precisamente accanto “lu sciddricaloru” e lì, aspettavano il loro turno, per raggiungere le donne, fumando e ridendo. Con il passare dei mesi, aumentavano le prostitute e diminuivano i residenti. I balconi della casa di Saro, ormai, si aprivano solo quando passano le processioni.

    Alle tende di merletto erano state aggiunte delle doppie tende affinché potesse entrare la luce, ma non si potesse vedere, né essere visti dall'albergo, ormai regno delle donnine. Anche la via San Leonardo era ormai poco transitata, non si andava oltre la chiesetta, sede della omonima confraternita e luogo di grande culto nei giorni della settimana Santa. Il parlamento italiano il 20 febbraio del 1958 approva la legge n.75, più nota come legge Merlin. Le case di San Leonardo, abitate dalle prostitute si svuotarono.

    L’albergo Centrale perse gli abituali clienti e dopo alcuni anni chiuse i battenti. Tutto questo, incredibilmente, creò vuoto, silenzio, abbandono e degrado nei vicoli e nei cortili. Da allora sono trascorsi sessanta anni. I giovani, conoscono poco il passato del quartiere di San Leonardo, forse, ne hanno sentito parlare qualche volta dai grandi, da quelli come Saro.

    Poi, un giorno, nell'antico quartiere ormai in parte abbandonato, arrivarono i ragazzi di “Ritrovarsi”.

    Loro sono degli artisti, vivono di colori, di luci, di suoni, di poesia, di fantasia, di teatro e, insieme decisero, di portare la loro arte nei vicoli di San Leonardo, creando un singolare percorso lungo le stradine e nei cortili. Ogni angolo abbandonato, tra luci e ombre trasmise agli artisti suggestioni ed emozioni. Ognuno di loro, così, iniziò un cammino interiore, una sfida con il quartiere, cercando di ritrovare in se stesso un io stravagante e creativo per quel luogo particolare. Ritrovarsi a San Leonardo, per rivivere emozioni e sensazioni attraverso l’arte è stato come aver rivissuto e narrato di un passato lontano, proibito, ma tremendamente vivo e vicino. Ricordare, conoscere, raccontare, ma, soprattutto Ritrovarsi.

  3. 1 Nuvole di Rosangela Leotta
  4. 2 Le dragonare di NessuNettuno
  5. 3 "Attesa" di Angelo Crazyone
  6. 4 "Erotic Texture" di Linda Randazzo
  7. 5 LA MORALE di Demetrio Di Grado
  8. 6 "HORIZON 2018" di LIGAMA
  9. 7 SP.C.6.01.W di Carlotta è Cawa
  1. Sommario Auditour

    Percorso turistico e culturale tra le opere d'arte contemporanea realizzate durante il festival >>>ritrovarsi 2018

    Chi ricorda e racconta fa rivivere uomini, fatti e luoghi.

    Il quartiere di San Leonardo è un quartiere di mezzo della città di Sciacca, pieno di vicoli stretti e tortuosi, cortili piccoli e grandi, porte piccine e grandi portoni, case modeste con gli infissi verdi e blu e case signorili dai portali in pietra arenaria e in pietra granitica. Le stradine si inerpicano su, verso la parte alta del paese incrociandosi tra loro.

    Tutto intorno, un tempo, era animato dalle voci dei bimbi che giocavano, dalle giovani donne che lavavano i panni nelle fontane di pietra e dalle anziane che sedevano davanti gli usci delle case. Loro, erano il cuore pulsante di San Leonardo. Colori, rumori e odori erano i padroni indiscussi del quartiere. I panni stesi coloravano le stradine e donavano allegria. I vasi nei balconi erano pieni di gerani, garofanini, basilico e prezzemolo, creando un gioco di colori e un misto di odori. Nei cortili, in vecchie tinozze o in grandi vasche di alluminio crescevano rigogliosi gelsomini profumatissimi.

    Poi, un giorno, nel quartiere, arrivarono due signore: belle, prosperose, capello biondo platino, labbra rosse fuoco, gonna stretta con spacco laterale oltre misura, camicetta attillatissima, tacco alto e scarpa colorata, appariscenti, provocanti ed andarono ad abitare in un piccolo basso. Nessuno le vedeva di giorno, ma in molti le sentivano di notte.

    Si sa’, la notte ha poca voce, ma mille occhi. Tutti capirono che il mestiere delle due signore era il più antico del mondo. Un signore ardito, ebbe una felice idea: penso’ di riadattare la sua vecchia casa in un confortevole alloggio per le signore, e così fece! Trasformò una semplice dimora nella prima casa di tolleranza di Sciacca. Tutto questo non fu gradito a molte famiglie del quartiere e così, iniziarono le prime diatribe con le prostitute. Le donne vivevano chiuse in casa, i fanciulli non giocavano per le stradine e nelle piazzette.

    Pochi rumori e tanti malumori.

    Chi ebbe la possibilità di acquistare un’altra casa lasciò il quartiere e San Leonardo, che diventò per tutti il quartiere di “li mali fimmini”. Giorno dopo giorno arrivavano altre signore del sesso a pagamento, invadendo poco alla volta i bassi dei vicoli e dei cortili. Saro era ragazzinu e abitava in una casa proprio di fronte la “scalunata” e un bel giorno gli fu proibito di affacciarsi ai balconi della via Licata, perché le signore di San Leonardo, dopo qualche anno, erano state raggiunte da altre amiche-colleghe, e queste, si erano stabilite in un albergo.

    L’albergo Centrale, dove alloggiavano ed esercitavano alcune di queste donne, era ubicato in via Giuseppe Licata con ingresso nel vicolo Dolcimascolo, una delle stradine che portava alla casa di tolleranza. La sera, una fila di uomini, giovani e di una certa età, creava dei capannelli nei pressi della scalinata precisamente accanto “lu sciddricaloru” e lì, aspettavano il loro turno, per raggiungere le donne, fumando e ridendo. Con il passare dei mesi, aumentavano le prostitute e diminuivano i residenti. I balconi della casa di Saro, ormai, si aprivano solo quando passano le processioni.

    Alle tende di merletto erano state aggiunte delle doppie tende affinché potesse entrare la luce, ma non si potesse vedere, né essere visti dall'albergo, ormai regno delle donnine. Anche la via San Leonardo era ormai poco transitata, non si andava oltre la chiesetta, sede della omonima confraternita e luogo di grande culto nei giorni della settimana Santa. Il parlamento italiano il 20 febbraio del 1958 approva la legge n.75, più nota come legge Merlin. Le case di San Leonardo, abitate dalle prostitute si svuotarono.

    L’albergo Centrale perse gli abituali clienti e dopo alcuni anni chiuse i battenti. Tutto questo, incredibilmente, creò vuoto, silenzio, abbandono e degrado nei vicoli e nei cortili. Da allora sono trascorsi sessanta anni. I giovani, conoscono poco il passato del quartiere di San Leonardo, forse, ne hanno sentito parlare qualche volta dai grandi, da quelli come Saro.

    Poi, un giorno, nell'antico quartiere ormai in parte abbandonato, arrivarono i ragazzi di “Ritrovarsi”.

    Loro sono degli artisti, vivono di colori, di luci, di suoni, di poesia, di fantasia, di teatro e, insieme decisero, di portare la loro arte nei vicoli di San Leonardo, creando un singolare percorso lungo le stradine e nei cortili. Ogni angolo abbandonato, tra luci e ombre trasmise agli artisti suggestioni ed emozioni. Ognuno di loro, così, iniziò un cammino interiore, una sfida con il quartiere, cercando di ritrovare in se stesso un io stravagante e creativo per quel luogo particolare. Ritrovarsi a San Leonardo, per rivivere emozioni e sensazioni attraverso l’arte è stato come aver rivissuto e narrato di un passato lontano, proibito, ma tremendamente vivo e vicino. Ricordare, conoscere, raccontare, ma, soprattutto Ritrovarsi.

Recensioni

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  • Renzo Minotto

    3 out of 5 rating 08-16-2019

    Geolocalizzazione imprecisa. Potrebbe essere più utile segnare il percorso con dei segni colorati.