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Audio tourMOSTRA VIRTUALE. Bentornati a casa. La Domus dei Dolia riapre le porte dopo 2000 anni

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In questa collezione troverete la mostra temporanea: Bentornati a casa. La Domus dei Dolia riapre le porte dopo 2000 anni che si è tenuta dal 29 luglio 2015 all'8 gennaio 2017.

La riapertura, nel 2009, delle operazioni di scavo nel quartiere etrusco-romano della città di Vetulonia, indagato da Falchi alla fine dell’Ottocento, non ha deluso le aspettative degli archeologi!
L’indagine ha riportato alla luce una grande domus urbana sviluppata in direzione della via Decumana e della strada moderna che conduce a Vetulonia. Il primo vano scoperto, chiamato vano A, interpretabile come un ampio magazzino, era articolato in vari settori con differenti destinazioni d’uso, come ad esempio lo stoccaggio delle riserve alimentari, custodite entro grandi orci (dolia) rinvenuti in posto ancora in piedi ed anfore vinarie e olearie, o la produzione di alimenti specifici, come suggerisce la parte lastricata a pietra forse riservata alla lavorazione delle olive. Il vano-magazzino, distrutto a causa di un incendio, ha restituito anche coppe, piatti, brocche ed altro vasellame da dispensa. Conserva ancora i muri in pietra per un’altezza di oltre 1,60 m e piccole porzioni del pavimento in cocciopesto, oltre ai cumuli di mattoni in argilla che completavano l’elevato delle pareti e a un cospicuo numero di tegole piane e coppi semicircolari che formavano la copertura del tetto. Adiacente alla parte dell’abitazione riservata alla conservazione delle riserve alimentari, si sviluppava, nell’area occidentale della domus, il settore residenziale e di rappresentanza, imperniato sull’atrio dell’abitazione, ancora in corso di scavo, aperto sulla via dei Ciclopi (parallela alla via Ripida, ove si apre la domus di Medea). La qualità degli arredi in calcare bianco (tre colonnine ed una vaschetta) recuperati all’interno del vano C, adiacente al vano-magazzino A, insieme a quella degli intonaci dipinti sulle pareti e della pavimentazione, concorre ad evidenziare un ruolo di rilievo dell’ambiente all’interno della casa, identificabile con quello del triclinium, dove i signori della domus si ritrovavano a consumare i pasti distesi sui letti conviviali (klinai). Dal triclinio (vano C) si accede al vano E, all’interno del quale sono stati recuperati numerosi frammenti di intonaco dipinto giallo e rosso che rivestiva le pareti e che ha contribuito alla sua possibile identificazione come un ambiente di prestigio. Anche il pavimento, messo in luce al di sotto del crollo delle pareti e del tetto, ha rivelato un livello qualitativo decisamente maggiore di quello del pavimento in cocciopesto del contiguo vano C. Il pavimento è realizzato nella tecnica dell’opus signinum, ottenuta mediante l’inserimento di tesserine di colore bianco e grigio scuro nel battuto in coccio pesto, disposte a formare motivi geometrici. Per dare maggiore enfasi alla decorazione dell’ambiente, il pavimento era ricoperto interamente da uno strato di vernice rossa, nel quale le piccole tessere in pietra risaltavano come gemme.
Il materiale recuperato all’interno dei vani scavati, databile fra il III e il I sec. a.C., consente di fissare la data di distruzione della domus intorno all’80 a.C., forse in concomitanza con le azioni di rappresaglia operate da Silla ai danni delle città etrusche che si erano schierate con Mario, all’indomani della vittoria riportata sugli eserciti di quest’ultimo.

Scopri il virtual tour della mostra online al link: www.prisma-cultura.it/vetulonia2016/index.html

Voce italiano: Simona Rafanelli
Editing audio: Associazione Culturale Prisma

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Recensioni

2 recensioni

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  • Marco

    5 out of 5 rating 07-17-2019

    bellissimo

  • France

    5 out of 5 rating 08-31-2016

    una bellissima mostra raccontata da una bellissima voce!