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Audio tourI Campi Flegrei

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  1. Sommario Auditour
  2. Sommario Auditour

     Siamo nel regno del mito e della leggenda. Una terra suggestiva e incantevole: i Campi Flegrei, definiti "la diletta patria" della civiltà ellenolatina, che fecero dire a Goethe                                         "E’ qui che si resta sbalorditi fra gli avvenimenti della storia e della natura"                                 I Campi Flegrei sono un vasto e complesso insieme di circa 24 crateri, alcuni dei quali presentano manifestazioni gassose effusive (area Solfatara) o idrotermali (Agnano, Pozzuoli, Lucrino), nonché causa del fenomeno del bradisismo, riconoscibile per la sua entità nel passato nel “Tempio di Serapide” a Pozzuoli. Di derivazione greca, "flegreo" vuol dire ardente, di fuoco, bruciato. Si tratta della regione vulcanica ad occidente di Napoli, delimitata dalla collina di Posillipo, da Miseno e Cuma, che comprende i territori di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, le isole di Ischia e Procida e gli isolotti di Vivara e Nisida. I Campi Flegrei sono certamente tra le terre più recenti d’Italia, perché formatesi per successive eruzioni all’inizio dell’era quaternaria. 
    Altamente geotermici e quindi morfologicamente formati da crateri con le relative cinte, sono stati, nel periodo della loro formazione, coinvolti da sprofondamenti e sollevamenti che hanno originato nel primo caso le conche (Quarto, Pianura e Soccavo) e nel secondo caso innalzamenti (terrazza della Starza e Arco Felice). Le cinte crateriche, ancora oggi quasi intatte, sono quelle degli Astroni, di Cigliano e di Monte Nuovo. Agli attuali laghi costieri (Mar Morto, Lucrino, Fusaro e Patria) si aggiunge l’Averno, classico lago craterico.                                                                                                           Le attività esplosive di breve durata, ma violente e la presenza continua di vulcani alimentarono la fantasia degli antichi che qui collocarono la Terra dei Giganti, la lotta dei Ciclopi e dei Titani, a simboleggiare il fuoco, la violenza divina, in un misto di credenze, culti e misteri. E così la violenza di fuoco viene immaginata come la forza di Giove che distrugge il gigante Tifeo oppure la vittoria di Zeus contro i Titani. Qui nascono il mito di Ulisse, il culto di Kalypso, il mito di Tifeo e di Encelado, il culto di Ercole che giunge con i buoi rapiti a Gerione e innalza la grande diga per separare il Lucrino dal mare, l’oracolo avernale dei morti tra i fiumi e le esalazioni di zolfo, che copre la terra arsa e vulcanica, il mito delle divinità infernali e, infine, la leggenda Virgiliana e il culto della Sibilla Cumana.   In questo scenario suggestivo e ricco di storia e leggenda inizia l’itinerario turistico che toccherà i più importanti siti dei Campi Flegrei.  

     

                       

      

  3. 1 Solfatara
  4. 2 Anfiteatro Flavio
  5. 3 Tempio di Serapide
  6. 4 Parco archeologico di Cuma
  7. 5 Antro della Sibilla
  1. Sommario Auditour

     Siamo nel regno del mito e della leggenda. Una terra suggestiva e incantevole: i Campi Flegrei, definiti "la diletta patria" della civiltà ellenolatina, che fecero dire a Goethe                                         "E’ qui che si resta sbalorditi fra gli avvenimenti della storia e della natura"                                 I Campi Flegrei sono un vasto e complesso insieme di circa 24 crateri, alcuni dei quali presentano manifestazioni gassose effusive (area Solfatara) o idrotermali (Agnano, Pozzuoli, Lucrino), nonché causa del fenomeno del bradisismo, riconoscibile per la sua entità nel passato nel “Tempio di Serapide” a Pozzuoli. Di derivazione greca, "flegreo" vuol dire ardente, di fuoco, bruciato. Si tratta della regione vulcanica ad occidente di Napoli, delimitata dalla collina di Posillipo, da Miseno e Cuma, che comprende i territori di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, le isole di Ischia e Procida e gli isolotti di Vivara e Nisida. I Campi Flegrei sono certamente tra le terre più recenti d’Italia, perché formatesi per successive eruzioni all’inizio dell’era quaternaria. 
    Altamente geotermici e quindi morfologicamente formati da crateri con le relative cinte, sono stati, nel periodo della loro formazione, coinvolti da sprofondamenti e sollevamenti che hanno originato nel primo caso le conche (Quarto, Pianura e Soccavo) e nel secondo caso innalzamenti (terrazza della Starza e Arco Felice). Le cinte crateriche, ancora oggi quasi intatte, sono quelle degli Astroni, di Cigliano e di Monte Nuovo. Agli attuali laghi costieri (Mar Morto, Lucrino, Fusaro e Patria) si aggiunge l’Averno, classico lago craterico.                                                                                                           Le attività esplosive di breve durata, ma violente e la presenza continua di vulcani alimentarono la fantasia degli antichi che qui collocarono la Terra dei Giganti, la lotta dei Ciclopi e dei Titani, a simboleggiare il fuoco, la violenza divina, in un misto di credenze, culti e misteri. E così la violenza di fuoco viene immaginata come la forza di Giove che distrugge il gigante Tifeo oppure la vittoria di Zeus contro i Titani. Qui nascono il mito di Ulisse, il culto di Kalypso, il mito di Tifeo e di Encelado, il culto di Ercole che giunge con i buoi rapiti a Gerione e innalza la grande diga per separare il Lucrino dal mare, l’oracolo avernale dei morti tra i fiumi e le esalazioni di zolfo, che copre la terra arsa e vulcanica, il mito delle divinità infernali e, infine, la leggenda Virgiliana e il culto della Sibilla Cumana.   In questo scenario suggestivo e ricco di storia e leggenda inizia l’itinerario turistico che toccherà i più importanti siti dei Campi Flegrei.  

     

                       

      

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