Museo

MuseoSede di Direzione dei Musei e delle Biblioteche Provinciali

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Riguardo il museo

La sede è al primo piano del palazzo Migliaccio-Grasso e segue l’evoluzione strutturale dell’immobile, da un iniziale nucleo sei-settecentesco, che si appoggiava al circuito murario della città, all’ampliamento del ventennio 1810-1830 quando il palazzo si abbellisce della suggestiva scalinata, di tono partenopeo. Intorno al 1850 viene eretta l’attuale facciata del palazzo che, obliterando la scalinata ad una visione diretta da via Roma, la ingloba nel cortile d’accesso: l’appartamento si amplia con i due vani che affacciano appunto su via Roma, che conservano soffitti dipinti di fine Ottocento-inizi Novecento. A queste tre fasi strutturali bisogna aggiungere varie altre stazioni cronologiche che hanno visto cospicue trasformazioni interne, come anche i decori parietali.
Il mobilio, come i pavimenti, è costituito da mobili recuperati nei più vari depositi di proprietà della Provincia di Salerno: dagli imponenti resti del mobilio dell’antica Biblioteca Provinciale, in parte in nocino americano -un tipo di legno di una specie in uso solo all’inizio del Novecento- alla noce nazionale delle due librerie in stile liberty-decò, al faggio ebanizzato delle imponenti librerie della Sala periodici e delle mensole facenti parte del primo allestimento museale alla fine degli anni Venti del Museo di Salerno.
Ornano questa sede vari manifesti rinvenuti ancora nei depositi del Museo di Salerno, un prezioso patrimonio che, come i mobili, andava incontro alla distruzione per malsane condizioni di giacitura: sono manifesti turistici, di promozione di località già note, come certo Capri, Sorrento e Amalfi anche in circuiti extra nazionali, o che si andavano proponendo in quel decennio 1927-1938 che vide nel Salernitano una intensa campagna volta proprio a favorire l’ingresso nei suddetti circuiti di quella parte del comprensorio salernitano che verteva verso sud. Ecco così Paestum con le rappresentazioni classiche del 1936 e del 1938 che vedono il coinvolgimento di Duilio Cambellotti, Salerno con le mostre d’arte moderna e le retrospettive, e i manifesti della I e della II Mostra di Artisti del Salernitano del 1927 e del 1933.
Vi è inoltre un bozzetto del salernitano Gaetano Esposito, che rappresenta la posa della prima pietra dell’Università degli Studi di Napoli nel 1897, e quattro disegni, di cui tre acquerellati, di Francesco Autoriello che li realizzò per il volume di Demetrio Salazaro, I monumenti dell’Italia Meridionale del 1871, che rappresentano la decorazione della Badia di Santa Maria di Olearia a Maiori. Ancora due lettere autografe di Giuseppe Garibaldi a Silvia Pisacane Nicotera, figliastra di Giovanni e una fotografia di Garibaldi con dedica autografa a Giovanni Nicotera. Tra gli arredi d’epoca vari busti fra cui quelli di Francesco Linguiti e Giovanni Cuomo, entrambi di Gaetano Chiaromonte, e, a tutto tondo e ancora in gesso, una giovane spigolatrice inquadrabile, e per fattezze e per il tema, tra gli anni Venti e Trenta.

CREDITI
Autore dei testi:
Matilde Romito con la collaborazione di Silvia Pacifico

Traduzioni e voci:
Italiano – voce Matilde Romito - Editing audio Associazione Culturale Prisma
Inglese – traduzione e voce Erich Nicholson - Studio Pippolaticomusic di Luca Bechelli

Immagini:
Tutte le immagini sono di proprietà della Provincia di Salerno, autore Gaetano Guida

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