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MuseoBiblioteca Provinciale

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Più antica Biblioteca Provinciale d’Italia, risalendo la sua fondazione al 1843, ha subìto le vicende di oltre un secolo e mezzo, superando guerre e numerosi trasferimenti di sede. La ricchezza delle sue collezioni e il pregio delle numerose donazioni le permettono oggi di annoverare oltre 350.000 volumi.
Gli oltre duemila libri donati dal primo bibliotecario Francesco Cerenza consentirono la nascita dell’istituzione presso il Real Liceo “T.Tasso”. In questo corpus iniziale si contavano cinque incunaboli con l’ex libris Francisci Cerenza apposto sulla carta di guardia posteriore, a cui si aggiunsero successivamente altri cinque esemplari con il timbro a stampa ovale del Real Liceo. In quegli anni vi furono molte altre acquisizioni e il catalogo a stampa compilato nel 1882 da Francesco Linguiti, subentrato a Francesco Cerenza nell’incarico di bibliotecario, contava ben 6.840 volumi ordinati per materie: letteratura, storia, matematica, economia, diritto, arte e teologia.
La biblioteca di Alfonso Guariglia, professore di diritto commerciale presso l’Università di Napoli, costituisce una delle acquisizioni di maggiore rilievo della Biblioteca Provinciale. Il lascito, effettuato il 29 giugno 1935 dal figlio Raffaele, include volumi di carattere letterario e giuridico, splendidamente rilegati e alcuni di eccezionale rarità. Notevoli fra essi le monografie per la storia dei comuni e delle province meridionali d’Italia - come ricorda il direttore Andrea Sinno in una scheda sintetica della biblioteca riportata nella pubblicazione Le Biblioteche d’Italia dal 1932 al 1940 edita dal Ministero dell’Educazione nazionale (Roma, 1942) - che attestano l’interesse del professore Guariglia per la storia del nostro Mezzogiorno.
Ad Angelandrea Zottoli, illustre critico letterario salernitano, si deve la donazione di circa ottomila volumi comprendenti la storia della letteratura italiana e straniera, soprattutto quella francese, la filologia e l’archeologia classica - nella raccolta è presente il Dictionnaire des antiquités Grecques et Romaines d’apres les teste et les monuments, in dieci volumi, curato da Daremberg e Saglio - e le scienze.
Costituiscono particolare rilievo i 430 manoscritti dal XV al XIX secolo, alcuni dei quali di grandissimo pregio con miniature, pergamene, di cui 242 dal monastero benedettino femminile di S. Giorgio, materiali rari come le due pregevoli riedizioni fototipiche in facsimile di codici greci del VI secolo (Dioscoride e Codice Purpureo di Rossano).
Un posto di particolare rilievo occupa ovviamente il ricco fondo di incunaboli, confluito nella appena istituita Biblioteca (1844) grazie alla soppressione dei monasteri nel 1866. Ben 83, corrispondenti a 78 diverse edizioni, gli incunaboli si datano nell’ultimo quarto del XV secolo, fra il 1475 e il 1500: opere in buona parte di scrittori francescani, relative alla teologia, alla filosofia, alla logica, ma anche alla medicina e alla astronomia, come pure classici quali l’Esopo o gli Epigrammi di Marziale e l’opera più emblematica per le origini della lingua italiana, la Divina Commedia. Unico in Italia, si conserva il Llibre dels angels del catalano Francisco Ximenes del 1494. Rilevante è risultato anche il numero di Cinquecentine che, o per essere delle “editio princeps” o per particolari pregi tipografici o per la ricchezza del patrimonio illustrativo, rivestono notevole importanza nel panorama nazionale. Sono state ritrovate delle edizioni che hanno riscontro soltanto fuori d’Italia, alla Biblioteca Nazionale in Francia o alla British Library in Inghilterra. Gli elementi di novità riguardano molti ambiti, dalle marche tipografiche che in parte non si sono trovate fra quelle censite, alle varianti di edizione rispetto a quelle entrate nei repertori; sotto il profilo contenutistico, gli argomenti privilegiati sono la teologia e la filosofia, con una cospicua presenza di Vangeli, o Bibbie in latino, fra le opere illustrate. Non mancano, però, trattati di medicina e farmacologia, che ben si spiegano in un territorio che aveva espresso - e ancora esprimeva - vertici alti nella conoscenza di tale materia, e dunque erbari; ma anche trattati di ottica, geometria, astronomia, arte militare e culinaria, così come non mancano i classici latini e le opere più celebri della letteratura dal Trecento a quelle allora contemporanee.

CREDITI
Autore dei testi:
Matilde Romito con la collaborazione di Silvia Pacifico

Traduzioni e voci:
Italiano – voce Matilde Romito - Editing audio Associazione Culturale Prisma
Inglese – traduzione e voce Erich Nicholson - Studio Pippolaticomusic di Luca Bechelli

Immagini:
Tutte le immagini sono di proprietà della Provincia di Salerno, autore Gaetano Guida

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