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Tour audioItinerario di prodotti tipici dell'Alto Casertano (L'ISISS "G. MARCONI" PROGETTO 10.2.5C-FSEPON-CA2018-26 Modulo L'ISISS esplora conosce e valorizza il patrimonio in formato digit@le)

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2 Étapes du circuit

  1. Aperçu de l'audioguide
  2. Aperçu de l'audioguide

    Un lungo, piacevole e sorprendente “itinerario del gusto”: il territorio dell’Alto Casertano, offre numerose possibilità di percorsi enogastronomici. L’andar per frantoi in autunno è una delle migliori opportunità che i visitatori hanno per conoscere di questo territorio luoghi e sapori. L’itinerario dell’olio costeggia una chilometrica e spettacolare balconata che, tra castagneti ed uliveti, si affaccia sulla valle del Garigliano e sul mare di Formia e Gaeta.
    L’Alto Casertano è, inoltre, terra di salumi, salsicce e prosciutti di qualità, una vocazione ulteriormente rilanciata e valorizzata negli ultimi tempi con il recupero del maiale nero casertano, una specie autoctona a rischio di estinzione fino a pochi anni fa. Eccellenti i vini ottenuti da vitigni autoctoni come l’Aglianico, la Falanghina e il Pallagrello. Dalla trasformazione, inoltre, delle castagne del vulcano di Roccamonfina, arrivano autentiche golosità, come ad esempio: caldarroste, marmellate, castagnacci in barattolo, liquori e castagne sciroppate. Rarità dell’Alto Casertano sono, invece, le peschiole di Vairano Patenora, pesche raccolte prima della maturazione. Inoltre, come non ricordare i caciocavalli e i formaggi del Matese, le cipolle di Alife, le patate di Letino, le lenticchie di Valle Agricola, gli asparagi di San Pietro Infine, i tartufi del Matese e il miele di Galluccio, Alife e Teano. 
    Tra i formaggi dell’Alto Casertano non solo il “conciato romano” ma anche il “caso peruto”, tipica specialità di alcuni centri del vulcano di Roccamonfina. 

  3. 1 Filetto e filettone
  4. 2 Il lupino gigante di Vairano
  5. 3 La castagna di Roccamonfina il castagnaccio e altre ricette
  6. 4 I vini di Galluccio
  1. Aperçu de l'audioguide

    Un lungo, piacevole e sorprendente “itinerario del gusto”: il territorio dell’Alto Casertano, offre numerose possibilità di percorsi enogastronomici. L’andar per frantoi in autunno è una delle migliori opportunità che i visitatori hanno per conoscere di questo territorio luoghi e sapori. L’itinerario dell’olio costeggia una chilometrica e spettacolare balconata che, tra castagneti ed uliveti, si affaccia sulla valle del Garigliano e sul mare di Formia e Gaeta.
    L’Alto Casertano è, inoltre, terra di salumi, salsicce e prosciutti di qualità, una vocazione ulteriormente rilanciata e valorizzata negli ultimi tempi con il recupero del maiale nero casertano, una specie autoctona a rischio di estinzione fino a pochi anni fa. Eccellenti i vini ottenuti da vitigni autoctoni come l’Aglianico, la Falanghina e il Pallagrello. Dalla trasformazione, inoltre, delle castagne del vulcano di Roccamonfina, arrivano autentiche golosità, come ad esempio: caldarroste, marmellate, castagnacci in barattolo, liquori e castagne sciroppate. Rarità dell’Alto Casertano sono, invece, le peschiole di Vairano Patenora, pesche raccolte prima della maturazione. Inoltre, come non ricordare i caciocavalli e i formaggi del Matese, le cipolle di Alife, le patate di Letino, le lenticchie di Valle Agricola, gli asparagi di San Pietro Infine, i tartufi del Matese e il miele di Galluccio, Alife e Teano. 
    Tra i formaggi dell’Alto Casertano non solo il “conciato romano” ma anche il “caso peruto”, tipica specialità di alcuni centri del vulcano di Roccamonfina. 

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