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Audio tourLa decorazione barocca - Gli oratori e gli stucchi

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  1. Audio tour Summary
  2. Audio tour Summary

    Benvenuti fra le meraviglie della Palermo barocca!
    In questo tour scoprirete con noi lo splendore decorativo che fra 1600 e 1700 abbellì, sulle facciate e negli interni, i sontuosi palazzi e le innumerevoli costruzioni religiose, chiese, conventi, "case", oratori e cappelle.
    Noterete come lo stile architettonico e decorativo del barocco palermitano abbia saputo creare uno stile sfarzoso caratterizzato dall'eccesso di particolari.
    Quelli erano i secoli in cui Palermo era capitale del Vicereame di Sicilia, ricco viceregno dell'Impero di Spagna: ecco spiegato l'entusiasmo nell'edificare nuovi palazzi e nuovi edifici religiosi, bisognava creare un centro cittadino di rappresentanza!
    Da questa necessità scattò una vera e propria competizione fra famiglie nobiliari, ordini religiosi e congregazioni, per i quali le opere d'architettura erano visibili ma­nifestazioni di ricchezza e potere, ma anche di arte e gusto. Questa nuova ventata artistica, fra la fine del 1600 e l'inizio del 1700, ebbe nello scultore e stuccatore Giacomo Serpotta il protagonista assoluto, in questa fase, della storia artistica della città di Palermo.
    Serpotta e Palermo diventano un binomio indissolubile: l'artista, che forse non uscì mai dalla Sicilia, fu capace di portare l'isola intera ai livelli più alti della maggiore arte europea del tempo. Inoltre, è stato capace di realizzare la versione più gentile, aggraziata e affascinante di un'intera civiltà decorativa e figurativa.

    Nonostante alcune opere del Serpotta siano andate irrimediabilmente perdute a causa del pesanti bombardamenti subiti da Palermo durante la Seconda Guerra Mondiale, ciò che rimane e che potrete ammirare sarà in grado comunque di lasciarvi esterrefatti.

    Il Serpotta e gli stuccatori attivi nella sua bottega hanno potuto esprimersi con tale maestria e sontuosità grazie a un fenomeno sociale tipico del Seicento palermitano: il diffondersi delle congregazioni e degli oratori.
    In alcuni casi, i suoi stucchi si sono semplicemente aggiunti in edifici che avevano già un loro ricco apparato decorativo.
    Nel caso degli oratori, invece, e in particolare dei tre più celebri che scopriremo insieme - Oratorio del Rosario in Santa Cita, Oratorio di San Loren­zo, Oratorio del Rosario in San Domenico -, l'intera decorazione è opera sua e della sua bottega. Scoprirete con noi come questi edifici abbiano il fascino irripetibile di luoghi d'arte concepiti dalla maestria di un'unica mano, secondo un unico disegno e un'unica visione. Scoprirete anche che Giacomo Serpotta inventò i "teatrini" veri e propri quadri tridimensionali a stucco!

    I membri della nobiltà e gli alti strati della società palermitana, nel Seicento, amavano riunirsi in associa­zioni di impronta religiosa, dedite alla preghie­ra e alle opere pie, ma fra loro vi era una enorme concorrenza per il prestigio sociale. Queste riunioni di preghiera divenivano occasioni di incontri spesso privati e segreti fra pari e, in ogni caso, l'appartenenza ad una congregazione garantiva ai membri reciproca solidarietà. Solo in rare occa­sioni dell'anno liturgico, queste riunioni avevano un carattere pubblico.

    Le congregazioni entrarono in competizione proprio con gli oratori, costruiti a fianco di chiese prestigiose, che non avevano alcun fasto esteriore: lo splendore e la bellezza degli interni non erano per il popolo, ma riservati solo ai confratelli. 

    Il video collegato a questa introduzione, che lanciava la mostra intitolata "Serpotta e il suo tempo" allestita nel 2017 all'Oratorio dei Bianchi, vi racconta brevemente il significato dell'opera del maestro Serpotta a Palermo.

    E adesso seguiteci alla scoperta di queste decorazioni sontuose! Se poi volete ulteriormente approfondire le informazioni che vi forniamo, potrete anche consultare il volume predisposto per voi dalla Soprintendenza di Palermo, scaricabile a questo link!

    Questa audioguida è stata realizzata dagli studenti Gianluca Polizzi e Federica Terranova, del Master in Economia e Gestione dei Beni Culturali dell'Università di Palermo (A.A. 2016-2017) e fa parte del progetto Sicilia Beni Culturali per izi.TRAVEL coordinato da Elisa Bonacini.
    I contenuti sono stati riadattati dai testi scientifici pubblicati nel volume LA DECORAZIONE BAROCCA. GLI ORATORI E GLI STUCCHI, a cura di Carolina Griffo e Angiolina Ganazzoli, pubblicato all'interno del progetto Le Mappe del Tesoro, 2017.
    La voce narrante di 
    questo tour è di Gianluca Polizzi.

  3. 1 Oratorio di San Mercurio
  4. 2 Oratorio del Carminello
  5. 3 Chiesa di Maria SS. del Carmelo detta Carmine Maggiore
  6. 4 Oratorio del Sabato
  7. 5 Oratorio di S.Giuseppe dei Falegnami
  8. 6 Chiesa e oratorio di Sant'Orsola
  9. 7 Oratorio di S.Caterina D'Alessandria
  10. 8 Oratorio di S.Cita
  11. 9 Oratorio del Rosario in San Domenico
  12. 10 Oratorio dei Bianchi e Chiesa delle Stimmate
  13. 11 Oratorio di San Lorenzo all'Immacolatella
  1. Audio tour Summary

    Benvenuti fra le meraviglie della Palermo barocca!
    In questo tour scoprirete con noi lo splendore decorativo che fra 1600 e 1700 abbellì, sulle facciate e negli interni, i sontuosi palazzi e le innumerevoli costruzioni religiose, chiese, conventi, "case", oratori e cappelle.
    Noterete come lo stile architettonico e decorativo del barocco palermitano abbia saputo creare uno stile sfarzoso caratterizzato dall'eccesso di particolari.
    Quelli erano i secoli in cui Palermo era capitale del Vicereame di Sicilia, ricco viceregno dell'Impero di Spagna: ecco spiegato l'entusiasmo nell'edificare nuovi palazzi e nuovi edifici religiosi, bisognava creare un centro cittadino di rappresentanza!
    Da questa necessità scattò una vera e propria competizione fra famiglie nobiliari, ordini religiosi e congregazioni, per i quali le opere d'architettura erano visibili ma­nifestazioni di ricchezza e potere, ma anche di arte e gusto. Questa nuova ventata artistica, fra la fine del 1600 e l'inizio del 1700, ebbe nello scultore e stuccatore Giacomo Serpotta il protagonista assoluto, in questa fase, della storia artistica della città di Palermo.
    Serpotta e Palermo diventano un binomio indissolubile: l'artista, che forse non uscì mai dalla Sicilia, fu capace di portare l'isola intera ai livelli più alti della maggiore arte europea del tempo. Inoltre, è stato capace di realizzare la versione più gentile, aggraziata e affascinante di un'intera civiltà decorativa e figurativa.

    Nonostante alcune opere del Serpotta siano andate irrimediabilmente perdute a causa del pesanti bombardamenti subiti da Palermo durante la Seconda Guerra Mondiale, ciò che rimane e che potrete ammirare sarà in grado comunque di lasciarvi esterrefatti.

    Il Serpotta e gli stuccatori attivi nella sua bottega hanno potuto esprimersi con tale maestria e sontuosità grazie a un fenomeno sociale tipico del Seicento palermitano: il diffondersi delle congregazioni e degli oratori.
    In alcuni casi, i suoi stucchi si sono semplicemente aggiunti in edifici che avevano già un loro ricco apparato decorativo.
    Nel caso degli oratori, invece, e in particolare dei tre più celebri che scopriremo insieme - Oratorio del Rosario in Santa Cita, Oratorio di San Loren­zo, Oratorio del Rosario in San Domenico -, l'intera decorazione è opera sua e della sua bottega. Scoprirete con noi come questi edifici abbiano il fascino irripetibile di luoghi d'arte concepiti dalla maestria di un'unica mano, secondo un unico disegno e un'unica visione. Scoprirete anche che Giacomo Serpotta inventò i "teatrini" veri e propri quadri tridimensionali a stucco!

    I membri della nobiltà e gli alti strati della società palermitana, nel Seicento, amavano riunirsi in associa­zioni di impronta religiosa, dedite alla preghie­ra e alle opere pie, ma fra loro vi era una enorme concorrenza per il prestigio sociale. Queste riunioni di preghiera divenivano occasioni di incontri spesso privati e segreti fra pari e, in ogni caso, l'appartenenza ad una congregazione garantiva ai membri reciproca solidarietà. Solo in rare occa­sioni dell'anno liturgico, queste riunioni avevano un carattere pubblico.

    Le congregazioni entrarono in competizione proprio con gli oratori, costruiti a fianco di chiese prestigiose, che non avevano alcun fasto esteriore: lo splendore e la bellezza degli interni non erano per il popolo, ma riservati solo ai confratelli. 

    Il video collegato a questa introduzione, che lanciava la mostra intitolata "Serpotta e il suo tempo" allestita nel 2017 all'Oratorio dei Bianchi, vi racconta brevemente il significato dell'opera del maestro Serpotta a Palermo.

    E adesso seguiteci alla scoperta di queste decorazioni sontuose! Se poi volete ulteriormente approfondire le informazioni che vi forniamo, potrete anche consultare il volume predisposto per voi dalla Soprintendenza di Palermo, scaricabile a questo link!

    Questa audioguida è stata realizzata dagli studenti Gianluca Polizzi e Federica Terranova, del Master in Economia e Gestione dei Beni Culturali dell'Università di Palermo (A.A. 2016-2017) e fa parte del progetto Sicilia Beni Culturali per izi.TRAVEL coordinato da Elisa Bonacini.
    I contenuti sono stati riadattati dai testi scientifici pubblicati nel volume LA DECORAZIONE BAROCCA. GLI ORATORI E GLI STUCCHI, a cura di Carolina Griffo e Angiolina Ganazzoli, pubblicato all'interno del progetto Le Mappe del Tesoro, 2017.
    La voce narrante di 
    questo tour è di Gianluca Polizzi.

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