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Audio tourChe fine ha fatto il baco da seta? Orienteering culturale a Vittorio Veneto

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Che fine ha fatto il baco? Per le generazioni immediatamente precedenti alla nostra, questa domanda non aveva ragione d’essere. L’allevamento dei bachi da seta all’interno delle case contadine da una parte, il lavoro nelle filande e negli stabilimenti bacologici dall’altra, hanno riguardato la grande maggioranza della popolazione del territorio vittoriese fino ad un passato recente. Poi, già a partire dagli anni ’50 del Novecento, la concorrenza dei tessuti asiatici e di quelli sintetici e la crisi dell’agricoltura italiana hanno causato la progressiva scomparsa di tutto il settore (le ultime realtà industriali sono state chiuse negli anni ’70). Scomparsi bachi e bozzoli, risorsa economica fondamentale per quasi tutte le famiglie contadine della pianura veneta e friulana; ridotto a qualche raro esemplare, solitario tra i filari di viti, il numero dei gelsi; demoliti o completamente trasformati gli edifici dove lavoravano centinaia di operaie… a testimoniare il ricco e affascinante mondo dei bachi da seta sono rimasti un museo, il nome di alcune strade, le foto storiche, ma soprattutto le “voci”, i ricordi e le testimonianze dei protagonisti di quel mondo. Perciò il percorso che vi proponiamo non è fatto tanto di luoghi, quanto di “memorie”, che ci guidano attraverso le vie di Vittorio Veneto… come seguendo le tracce lasciate da un immaginario, ma pur sempre prezioso, filo di seta.

 

Conosciamo meglio il protagonista del nostro racconto. Il baco da seta (Bombix mori L.) è un Lepidottero appartenente alla famiglia Bombicidi, cioè quella specie che forma i bozzoli. Molti insetti producono bozzoli, ma il filo del baco è l’unico ad essere continuo, senza interruzioni, quindi facilmente filabile e utilizzabile per la produzione della fibra tessile più preziosa: la seta!

Il ciclo di vita del baco da seta comincia quando dalle uova nascono le piccole larve. Il periodo larvale dura circa 27/30 giorni e viene suddiviso in cinque fasi di sviluppo, chiamate “età”, scandite da quattro “mute” ovvero il rinnovamento dei tessuti esterni non elastici. Al termine dello sviluppo la larva si prepara alla fase di formazione del bozzolo e cerca un sostegno su cui fissare il filo di seta destinato a sostenerlo. In questo periodo si forniscono ai bachi dei ramoscelli secchi, opportunamente disposti, che si dicono “boschi”. La formazione del bozzolo viene completata in 3/4 giorni e al suo interno la larva si trasforma prima in crisalide ed infine in farfalla. Dopo 16/20 giorni la farfalla esce dal bozzolo emettendo dalla bocca un liquido alcalino in grado di sciogliere lo strato serico e aprire quindi un varco. Il  maschio, dal corpo più leggero e rapido nei movimenti, anticipa di qualche giorno la fuoriuscita delle farfalle femmina, che devono essere subito accoppiate per evitare che depongano uova non fecondate. La vita delle farfalle dei bachi da seta è piuttosto breve e finalizzata alla riproduzione: infatti, dopo l’accoppiamento e la deposizione delle uova, esse muoiono.

Quest location

  • Via delle Calesele, Cèneda, Vittorio Veneto, Treviso, Veneto, 3014, Italy

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3 reviews

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  • Giovanni

    5 out of 5 rating 08-11-2017

    Ho fatto il percorso in una giornata di agosto, in compagnia di amici. Un ottimo modo per scoprire Vittorio Veneto da un punto di vista non convenzionale. Consiglio di visitare anche il Museo del Baco, prima o dopo il percorso.

  • Marghe

    5 out of 5 rating 08-11-2017

    Intetessante e divertente... ottimo!

  • Tommaso

    5 out of 5 rating 08-11-2017

    E' una storia bellissima: serie e dolce. Non pensavo che la potesse avere tante sorprese. La seta di Vittorio è un'epopea che unisce la trepidazione dei bambini alla fatica nelle Filande. Sorprendente anche la parte riguardante gli Istituti Biologici dell'800. Il tutto, fatto per passeggiare in una città veramente bellissima. Ottima!

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